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Di sogni e bisogni

Negli ultimi anni siamo diventati molto bravi a riconoscere i bisogni di ragazzi e ragazze, a riconoscerne fatiche e fragilità. Nei gruppi educativi l’attenzione al benessere è cresciuta e questo è un bene. Viene però da chiedersi che fine abbiano fatto i sogni.

I have a dream, oppure no

E se la domanda non fosse se i ragazzi oggi sappiano ancora sognare, ma se - ed è ben più scomoda - noi adulti siamo ancora disposti a supportare i loro sogni e a nutrire sogni per ognuno di loro? 

Don Dante Clauser e il Punto d’Incontro

Siamo stati a Trento, alla Società Cooperativa Sociale onlus Punto d’Incontro, ad ascoltare una storia di un sogno che inizia molti anni fa e che continua a dare frutto e a far sognare una possibilità di vita diversa a chi viene accolto.

La soglia: luogo di rinascita

Essere soglia, lasciarsi attraversare dalle sofferenze degli altri. Molte delle proposte educative che facciamo ai nostri R/S hanno l’obiettivo di far conoscere e comprendere loro la realtà di tanti poveri (nella carne e nello spirito), emarginati, ultimi, che sempre più numerosi gridano il loro dolore e la loro disperazione.

L’avventura che porta oltre

Che cosa accade a ragazzi e ragazze quando li accompagniamo “oltre”? Quando proponiamo loro l’avventura che li spinge oltre i loro limiti? Accade che la paura diventa scoperta, la fatica diventa forza, lo smarrimento si rivela soglia di un incontro nuovo con se stessi e con gli altri.

Dove faremo la nostra tana oggi?

La vita di branco/cerchio è esperienza di frontiera: dal primo momento in cui i bambini e le bambine varcheranno la soglia della tana o della sede avranno l’opportunità di giocare una quotidianità fatta di caratteri e indoli distinti, pensieri e idee disparati, sentimenti ed emozioni a volte simili e a volte opposti.

Le frontiere di Gesù

Il tema della frontiera mette in gioco due dimensioni molto importanti della nostra persona: l’identità - il chi siamo – e l’incontro con l’altro/a. Per Gesù, Figlio di Dio venuto nella carne e vissuto tra noi come uomo tra gli uomini, è avvenuta la stessa cosa. Proviamo a vedere come l’identità di Gesù si è formata a partire dalle frontiere che ha abitato e su cui ha camminato.

Educare nella complessità del presente

Possiamo scegliere di testimoniare con la nostra vita che un altro modo di essere adulti è possibile. Possiamo impegnarci a rimanere accanto ai ragazzi anche quando il cammino è faticoso.

Chi mi insegna a essere capo?

Che cosa vuol dire per te, essere capo? La prima cosa che mi viene in mente sono i momenti condivisi con i ragazzi e le ragazze con i quali ho camminato negli anni. Mi chiedo se sia proprio attraverso la relazione avuta con loro che si definisca il mio essere capo.

Eccoci, qui e ora!

“Qui e ora”: la nostra scelta “per sempre” è l’investire in relazioni vere e sincere oggi. Il seme che innaffiamo giorno dopo giorno, che curiamo con amore e con la nostra testimonianza, darà frutti domani. Germoglierà non solo grazie a noi come singoli ma, grazie al nostro essere Comunità capi e comunità di branco e cerchio.