Home page

Chiamàti

Un sacco di gettoni

A dieci anni ero fermamente convinto che sarei diventato prete. Mi ricordo, come se fosse ieri, il battibecco interiore, il discernimento, se così si può chiamare a quell’età. È che don Mario, a messa, parlava da diverse domeniche delle vocazioni, del fatto che sempre più mancavano persone disposte a mettersi in gioco, a spendersi totalmente nel nome del Signore e io, questo suo appello insistente, per quanto fosse fatto con un sorriso a 32 denti, lo avevo un po’ interpretato come una chiamata alle armi. Ci pensavo ininterrottamente. Mi ricordo anche una certa rassegnazione. La preoccupazione maggiore era legata soprattutto al fatto che non avrei mai avuto moglie e figli ma, d’altronde, non potevo farci molto, don Mario e il suo datore di lavoro mi avevano già ingaggiato. Era fatta e per quanto io potessi negarlo a me stesso, il mio destino era già scritto. In fondo guardavo anche il lato positivo: sarei stato certamente un ottimo Assistente ecclesiastico per il nostro gruppo. E poi mia madre ne sarebbe stata più che entusiasta. Passavano le settimane e questa chiamata ferma quanto ineluttabile era sempre lì, come una sentenza di cassazione. Un weekend andiamo in uscita e decido di condividere questo fardello (perché sì, si trattava di un fardello) con un prete del posto che ci ospitava (non era il caso farlo con don Mario, lui già mi voleva cardinale, ne ero sicuro). Il suo discorso, in sintesi, fu questo: è bello che tu ti senta chiamato… ma sappi che se vuoi che questa chiamata duri devi metterci un sacco di gettoni (le metafore dell’epoca ancora non potevano avvalersi della fibra ottica e del 5G) e soprattutto devi capire, quando alzi la cornetta, cos’è che ti abita il cuore. Poche parole, semplici, che però da allora mi hanno sempre accompagnato quando arrivo ai nodi della mia vita e che mi hanno fatto incamerare alcuni mantra, assolutamente personali e per questo molto efficaci, almeno per me: 1) concediti l’opportunità (spaziale e temporale) di metterti in ascolto, perché le voci che ti parlano sono (o sembrano) più di una e si sovrappongono continuamente; 2) identifica sempre CHI o COSA ti sta chiamando; 3) impara a distinguere le emozioni che hai in pancia quando ricevi una “chiamata”, dai loro un nome e mettile bene in fila; 4) sfida quei sentimenti che proprio non riesci a decodificare, stuzzicali, mettili alla prova, dagli spazio e vedi l’effetto che fa; 5) la felicità non è quasi mai un obiettivo delle scelte, ma è uno strumento di realizzazione di un progetto ancor più grande. Lo scautismo, attraverso i mille incontri bellissimi che ha saputo mettere sulla mia strada, mi ha poi offerto una miriade di risposte, talvolta anche opposte tra loro, a queste domande ma soprattutto mi ha aiutato a scoprire il disegno che Dio aveva per me e i progetti in cui intendevo lanciare il cuore. Per la cronaca, non sono diventato prete. Questa breve parentesi introduttiva serve a spiegarvi in soldoni che questo numero di Proposta Educativa cerca di avviare qualche riflessione sulla vocazione, non solo dal punto di vista personale ma anche nella scelta del nostro servizio di capi scout. Con una premessa importante riguardo alla nostra Associazione, a cura di Capo Guida e Capo Scout, tesa a ricordarci i valori del Patto associativo che ci impegnano e ci indicano la strada in maniera inequivocabile. Continua così il percorso di #ImPatto, inaugurato con lo scorso numero di PE e che proseguirà fino alla fine dell’anno. Riflessioni, spunti, risposte sono sempre le benvenute attraverso tutti i nostri canali (mail, Facebook, Twitter).

Buona lettura!

@frabigcastle

Leggi l’ultimo numero

Gli articoli dalla RivistaTutti gli articoli »

La felicità è dappertutto. No sul serio, non è una frase da scrivere sullo zainetto, ma un dato di fatto. Certo non da oggi, ma soprattutto oggi. L’altro giorno, quando ho scoperto che esiste addirittura una Palestra della Felicità, ho pensato che alla fine il mio articolo poteva risolversi con un invito: “Se volete avere figli felici, iscriveteli...
«Lo scopo dell’associazione è contribuire, secondo il principio dell’autoeducazione, alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici”. Ma che vuol dire promuovere la formazione di persone capaci di lasciare un segno; e quanto questo richiede, a nostra volta, il saper essere significativi, riuscire a testimoniare con azioni i valori che ...
Oggi occorre ancora ripartire dalle piccole cose, dai gesti più semplici, dall’educazione, dalla gentilezza, dalla discrezione per rivolgerci agli altri. Oggi abbiamo bisogno nuovamente di aprire le nostre porte e le nostre finestre, di guadare fuori e permettere a ciò che è fuori di entrare.
Martina è seduta da ormai dieci minuti davanti alla sua gavetta di pomodori rossi, tagliati grossi, poco conditi e gocciolanti. Gli altri si sono già alzati, qualcuno sistema come riesce la gavetta nello zaino «che tanto la lavate a casa domani», qualcuno si rincorre nel salone, qualcun altro fa la coda per il bagno. Tutti sono liberi di fare ciò che ...

Proposta Educativa

Proposta Educativa è la rivista per educatori scout AGESCI.

Esce quattro volte l’anno e tratta i temi che interessano i soci adulti dell’associazione, uomini e donne impegnati per la costruzione di un mondo migliore soprattutto attraverso l’educazione delle nuove generazioni.

Qui trovate gran parte degli articoli più significativi pubblicati. Per la lettura completa scaricate i PDF dei numeri della rivista.

Gli ultimi numeri di Proposta EducativaTutti i numeri »