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Sovversivi

Le regole: opportunità o gabbia?

Le cime innevate fanno capolino tra le nuvole. L’ombra della bandiera gioca con il vento e protegge i guidoni, piantati lì sotto, intenti a riposarsi dopo aver fatto gran balzi tra sassi, fango ed erba. Il telone della tenda cattura le correnti e si gonfia mentre un tintinnio di gavette fa da sottofondo a un pranzo ristoratore. I sorrisi rimbalzano da una faccia all’altra, in un rimando contagioso e benefico.

Letta così, sembra proprio la scena di uno qualsiasi dei nostri campi estivi. In realtà, la copertina che vi proponiamo su questo numero appartiene a un periodo fondante per la nostra Associazione, quello delle Aquile Randagie, un’esperienza di coraggio e determinazione che risuona forte, ancora oggi, nel nostro Patto associativo, appellandosi alle radici della nostra identità. Un’immagine che abbiamo voluto accompagnare con una parola molto forte, oggi in gran parte utilizzata per contesti poco associati alla nostra vita quotidiana. Un termine strettamente legato alla prospettiva con cui si guardano le cose, alle relazioni che si stringono con la realtà, partendo spesso dalla contestazione di qualcosa che non rappresenta i nostri valori, le nostre idee.

Don Luigi Ciotti ha più volte ricordato che “un cristiano autentico è sempre sovversivo perché il Vangelo è in contrasto con la mentalità del mondo. […] Don Tonino Bello oggi direbbe che non possiamo dirci cristiani se restiamo zitti di fronte a chi sfrutta i poveri e li umilia. Ripeterebbe la sua provocazione secondo cui non gli interessava chi era Dio ma da che parta stava Dio”.

Qualcuno però, a sentir parlare di essere sovversivi, potrebbe chiedersi come si concilia tutto questo con il rispetto delle regole, altro caposaldo del nostro mandato educativo. Qual è il criterio che ci consente di obbedire o meno a una regola condivisa? La risposta non è semplice ma ha sicuramente a che fare con una visione critica e politica della vita, in cui riusciamo ad avere sempre davanti agli occhi i nostri valori, facendoli crescere, dandogli spazio, senza rinnegarli mai, né per pigrizia né per fatica né per convenienza. Una visione politica che ci permetta, ad esempio, di prendere posizione anche nella vita del Paese e che, pur senza entrare in dinamiche partitiche, ci imponga di ricordare che la nostra Associazione si impegna da sempre per costruire “ponti e non muri”, soprattutto quando sono in gioco le vite di centinaia di persone.

La più preziosa eredità che l’esperienza delle Aquile Randagie ci ha lasciato, in fondo, è la dimostrazione che la nostra Promessa non è un mucchio di parole sparse casualmente ma un intreccio di impegni e di scelte che, partendo dalla pancia, ci guidano per la costruzione di un mondo migliore, anche quando il “migliore” ci sembra impossibile, lontano, così impraticabile da non riuscire neanche a immaginarlo. Un’eredità di cui noi tutti siamo responsabili. Tutti. Nelle grandi e nelle piccole sfide che comporta l’essere educatori, nella nostra quotidiana testimonianza di costruttori concreti del Regno.

È con questo stile di discernimento, ben saldo nella testa e nel cuore, che dobbiamo capire se le regole che ci stanno intorno costituiscono un’opportunità liberatrice oppure siano una gabbia dorata, portandoci in questo caso a un’irresponsabile deresponsabilizzazione delle nostre azioni. Facciamoci i conti, allora, con le regole: conosciamole, interpretiamole, applichiamole ma discutiamole anche, rinnoviamole quando hanno perso ragion d’essere, condividiamo i percorsi per rielaborarle. Del resto la nostra Associazione cerca di farlo da sempre, sin dalla sua nascita, con tempi a volte lunghi ma garanti di un processo collettivo di consapevolezza.

Con questo numero di Proposta Educativa abbiamo cercato di cogliere aspetti inusuali del nostro rapporto con le regole: dalla loro importanza nell’educazione al senso delle punizioni, dal racconto di un contesto particolare come il carcere al rapporto con l’obbedienza, per poi arrivare all’importanza di avere un metodo, ovvero un sistema di regole, guardando sia in “casa nostra” che in quella degli altri, grazie ai contributi di CNGEI e FSE. Ci auguriamo, come sempre, di avervi offerto spunti interessanti da approfondire nelle Comunità capi e nelle Zone.

Buona Lettura!

@frabigcastle

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Proposta Educativa

Proposta Educativa è la rivista per educatori scout AGESCI.

Esce quattro volte l’anno e tratta i temi che interessano i soci adulti dell’associazione, uomini e donne impegnati per la costruzione di un mondo migliore soprattutto attraverso l’educazione delle nuove generazioni.

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