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Patto associativo, a che punto siamo?

  Si discute, si parla di riappropriazione di Patto associativo. È sempre un bene porsi domande, per guardare al futuro, ma è altresì necessario sapere bene da dove si viene, e sapere il passato – citando i Sud Sound System, non dobbiamo scordarci le radici che abbiamo. Riproponiamo dunque alcune tappe fondamentali dalla nascita di questo documento sino a oggi. 1974 Si vivono gli anni del dopo ‘68 – con le grandi conquiste sociali e nel mondo lavorativo – e si va verso ...

Fedeli e imperfetti

  Quando chiesi al Capo Reparto «serve una mano in staff?» mi venne risposto sì, ma prima mi sarei dovuto leggere il Patto Associativo. Sarò sincero, di quel primissimo approccio non ho un ricordo particolarmente emozionante: nei primi anni di Comunità Capi leggere il PA non aveva la stessa valenza emotiva della cerimonia della Promessa... Poi, però, è scattato qualcosa. Perché se la Legge è un elenco di cose che gli Scout fanno, il Patto associativo è l’insieme dei valori ...

Una fune per l’avventura

  Ricordo, molti anni fa, quando ero in Reparto, che i capi organizzarono un’attività nella quale ci facevano disporre da un lato o dall’altro della stanza in base alla risposta ad alcune domande. «È meglio sapere chi siamo o sapere cosa fare?». Complice la formulazione sibillina, tutti si disposero dal lato “cosa fare”, mentre io mi schierai dal lato “chi siamo”. Dentro di me la motivazione era semplice: «Se sai chi sei, sai anche cosa devi fare». Sapere chi siamo. ...

Liliana Segre ci scrive

di Marco Angelillo Liliana Segre, classe 1930, senatrice a vita e superstite dell’Olocausto, attiva testimone della Shoah italiana, ci ha fatto l’onore di inviare a Proposta Educativa un saluto e una breve riflessione sul tema della fedeltà. Si rivolge esplicitamente ai capi scout, alla nostra associazione, al “mondo dello scautismo”. Prima di leggere il suo prezioso contributo, vorrei citare un breve stralcio del suo ultimo libro, “Il mare nero dell’indifferenza” (ed. ...

Il coraggio di attraversare il ponte

Riflessioni al rientro dal Convegno Zone Tra tutte le sue invenzioni nel campo dell’ingegneria, il ponte autoportante di Leonardo da Vinci è sicuramente la più geniale, per semplicità, praticità ed efficacia, facile da trasportare e mettere in opera. È composto da travi assemblate senza l'impiego di legature o incastri e, una volta montato, riesce a rimanere stabile sfruttando il peso degli stessi elementi che lo compongono, i quali, chiudendosi a forbice, si mantengono fermi gli uni ...

La vocazione dell’Agesci

Perché facciamo i capi? A cosa serve? Quali sfide raccogliamo nell’affascinante tentativo di riscoprire la vocazione dell’associazione, nella quotidianità convulsa e precaria della nostra società? Ecco alcune domande che ci invitano a scavare in profondità dentro di noi e nelle motivazioni del nostro servizio, a riscoprire il significato autentico di parole forti che rischiano di risuonare come slogan vuoti rilanciati sui social, senza comprenderne il meritato valore e la vigorosa ...

Come si educa alla vera felicità

La felicità è dappertutto. No sul serio, non è una frase da scrivere sullo zainetto, ma un dato di fatto. Certo non da oggi, ma soprattutto oggi. L’altro giorno, quando ho scoperto che esiste addirittura una Palestra della Felicità, ho pensato che alla fine il mio articolo poteva risolversi con un invito: “Se volete avere figli felici, iscriveteli”. D’altro canto l’imperativo assoluto della nostra epoca narcisa è poi quello li, no? Nel breve (o lungo) periodo in cui ti è dato ...

Lasciare un segno

«Lo scopo dell’associazione è contribuire, secondo il principio dell’autoeducazione, alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici”. Ma che vuol dire promuovere la formazione di persone capaci di lasciare un segno; e quanto questo richiede, a nostra volta, il saper essere significativi, riuscire a testimoniare con azioni i valori che ci orientano? È tutto incluso nel PDR - Pacchetto di Responsabilità Giganti - che ci viene infiocchettato ogni volta che la comunità ...

La felicità è una lotta

Oggi occorre ancora ripartire dalle piccole cose, dai gesti più semplici, dall’educazione, dalla gentilezza, dalla discrezione per rivolgerci agli altri. Oggi abbiamo bisogno nuovamente di aprire le nostre porte e le nostre finestre, di guadare fuori e permettere a ciò che è fuori di entrare.

La punizione salda davvero?

Martina è seduta da ormai dieci minuti davanti alla sua gavetta di pomodori rossi, tagliati grossi, poco conditi e gocciolanti. Gli altri si sono già alzati, qualcuno sistema come riesce la gavetta nello zaino «che tanto la lavate a casa domani», qualcuno si rincorre nel salone, qualcun altro fa la coda per il bagno. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono, è tempo di siesta. Lo si capisce dal festoso chiasso che rimbomba nel salone. «Non urlate!», Grida Bagheera abbastanza nervosa...