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La vocazione dell’Agesci

Perché facciamo i capi? A cosa serve? Quali sfide raccogliamo nell’affascinante tentativo di riscoprire la vocazione dell’associazione, nella quotidianità convulsa e precaria della nostra società? Ecco alcune domande che ci invitano a scavare in profondità dentro di noi e nelle motivazioni del nostro servizio, a riscoprire il significato autentico di parole forti che rischiano di risuonare come slogan vuoti rilanciati sui social, senza comprenderne il meritato valore e la vigorosa ...

Come si educa alla vera felicità

La felicità è dappertutto. No sul serio, non è una frase da scrivere sullo zainetto, ma un dato di fatto. Certo non da oggi, ma soprattutto oggi. L’altro giorno, quando ho scoperto che esiste addirittura una Palestra della Felicità, ho pensato che alla fine il mio articolo poteva risolversi con un invito: “Se volete avere figli felici, iscriveteli”. D’altro canto l’imperativo assoluto della nostra epoca narcisa è poi quello li, no? Nel breve (o lungo) periodo in cui ti è dato ...

Lasciare un segno

«Lo scopo dell’associazione è contribuire, secondo il principio dell’autoeducazione, alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici”. Ma che vuol dire promuovere la formazione di persone capaci di lasciare un segno; e quanto questo richiede, a nostra volta, il saper essere significativi, riuscire a testimoniare con azioni i valori che ci orientano? È tutto incluso nel PDR - Pacchetto di Responsabilità Giganti - che ci viene infiocchettato ogni volta che la comunità ...

La felicità è una lotta

Oggi occorre ancora ripartire dalle piccole cose, dai gesti più semplici, dall’educazione, dalla gentilezza, dalla discrezione per rivolgerci agli altri. Oggi abbiamo bisogno nuovamente di aprire le nostre porte e le nostre finestre, di guadare fuori e permettere a ciò che è fuori di entrare.

La punizione salda davvero?

Martina è seduta da ormai dieci minuti davanti alla sua gavetta di pomodori rossi, tagliati grossi, poco conditi e gocciolanti. Gli altri si sono già alzati, qualcuno sistema come riesce la gavetta nello zaino «che tanto la lavate a casa domani», qualcuno si rincorre nel salone, qualcun altro fa la coda per il bagno. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono, è tempo di siesta. Lo si capisce dal festoso chiasso che rimbomba nel salone. «Non urlate!», Grida Bagheera abbastanza nervosa...

Sanno dire di no

Dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste, cioè quando sono la forza del debole, mentre dovranno battersi perché siano cambiate quando vedranno che sono ingiuste, cioè quando saziano il sopruso del forte. Don Lorenzo Milani Lettera ai giudici Lo sterminio di oltre 15 milioni di persone, voluto dai nazisti, non fu reso possibile da una folla incontrollabile; ma da uomini in uniforme, obbedienti e disciplinati, che seguivano ordini dei loro ...

Accogliere i nuovi capi: un impegno di tutti

  Rosanna ha 43 anni. Suo figlio Matteo frequenta gli scout del suo quartiere, un gruppo nato da qualche anno per far fronte alle numerose richieste dei ragazzi della zona e sempre in sofferenza per i pochi capi. Così Rosanna ha deciso quest’anno di dare una mano. Non che sia facile, tra il lavoro, il marito e gli altri due figli più piccoli. Non che abbia molto tempo libero in effetti, ma l’idea che il gruppo in cui Matteo si è inserito così bene possa chiudere e il sapere che ...

L’anima selvatica del mondo

Se avete letto “Le otto montagne”, ed è piuttosto probabile visto che ne ha vendute più di 350mila copie e che lo stanno traducendo in 39 lingue diverse, quasi sicuramente vi sarà presa quella voglia di andare in montagna che è così tipica del nostro essere scout in età da clan. Quella specie di paura dell’avventura che però è soprattutto smania di partire, quella tempesta di emozioni contraddittorie che si scatena qualche giorno prima dell’inizio della Route e che si placa ...

Più lenti, più profondi, più dolci

«Finora si è agito all’insegna del motto olimpico citius, altius, fortius (più veloce, più alto, più forte) che, meglio di ogni altra sintesi, rappresenta lo spirito della nostra civiltà, dove l’agonismo e la competizione sono la norma quotidiana. Se non si radica una concezione alternativa, che potremmo sintetizzare, al contrario, in lentius, profundius, suavius (più lento, più profondo, più dolce), e se non si cerca in quella prospettiva il nuovo benessere, nessun singolo ...

Il potere dell’impotente

  Il ricordo più vivo che ho del mio CFA è legato al mio capo campo, un architetto alto 2 metri per 1 quintale che di ritorno da un deserto che avevo sofferto come pochi altri, mi abbracciò con una forza che non ho mai dimenticato. Nella sessione successiva ci spiegò che l’abbraccio era il primo passo della comprensione, e che solo dopo aver abbracciato si poteva accogliere, accettare e poi perdonare. E che dentro questo percorso c’era molto di quello che c’era da sapere ...