Francesca Venturelli, Gianni D’Elia
Pattuglia nazionale Branca L/C
“Sette punti neri! Una coccinella!” Con questo grido viene accolta Cocci dalle sue sorelle coccinelle alla fine del viaggio che l’ha portata a riconquistare i punti neri perduti dal Trisavolo Coccinella durante il diluvio universale. Un viaggio lungo che Cocci ha iniziato da sola ma in realtà da sola non è mai stata: lungo il suo cammino ha incontrato diversi amici che con amore e attenzione l’hanno aiutata, consigliata e accompagnata. Un viaggio che parte da un sogno: la volontà di trovare qualcosa di smarrito ma soprattutto il desiderio di condividere le proprie scoperte con tutta la comunità di cui fa parte. Saranno proprio quei sette punti neri condivisi a dare senso al suo viaggio.
Il Cardinale Zuppi durante l’omelia alla RN24 ha detto: “Siate testimoni umani e credibili di scelte definitive e libere, solo per amore e per servizio, senza il timore che siano per sempre, anzi con la preoccupazione che non siano per un po’”.
Noi capi siamo capaci di essere testimoni umani e credibili? Siamo capaci, come Cocci, di metterci in viaggio, qui e ora, oggi, con umiltà, accanto ai ragazzi che ci sono affidati? Ci è chiesto di essere adulti capaci di vivere le proprie relazioni riconoscendo i propri sentimenti e dandone voce. Davanti a bambini, ragazzi e giovani sempre più incapaci di dare un nome a ciò che provano, chiediamoci se noi siamo in grado di farlo.
“Sono soltanto lacrime. Mowgli sedette e pianse come se gli si spezzasse il cuore, e non aveva mai pianto prima in vita sua”. Riconoscere cosa abita la mente e il cuore può essere un gioco meraviglioso da vivere con i lupetti e le coccinelle: provare a chiamare per nome i pensieri, le sensazioni e le emozioni. Dare nome è un’esperienza preziosa, fragile e inestimabile assieme.
Scelte definitive e libere: cosa vuol dire definitivo per noi? Cocci pensa più volte di non riuscire ad andare fino in fondo al proprio viaggio, ma non è mai sola. C’è sempre qualcuno accanto a lei, come c’è sempre qualcuno accanto a noi. Siamo capi e capo sulla stessa strada: a volte, su sentieri diversi o più o meno vicini, ma parte di una Comunità capi che, riconoscendosi fragile e sempre perfettibile, sceglie di narrarsi attraverso gesti quotidiani: pregare assieme, condividere, fratelli e sorelle l’uno dell’altro testimoniando di amarsi come Lui ci ha amato.
La scelta di essere capi e capo è una scelta libera, è una chiamata, è la vocazione ad accompagnare bambini e ragazzi a diventare adulti e riuscire, a loro volta, a fare scelte definitive e libere. Cosa c’è di definitivo nella nostra vita? L’amore incondizionato di Dio è definitivo, noi siamo destinatari di quell’amore grande e allora possiamo scegliere di destinare il nostro amore a ciascun fratellino e ciascuna sorellina.
Testimoni per amore e per servizio, come ci ha detto il Cardinale Zuppi. Il nostro è un amore che ingabbia o libera? Quanto i bambini e le bambine sono liberi di esprimere la loro opinione? Quanti spazi di narrazione e di partecipazione abitano all’interno del branco e del cerchio?
Spesso siamo concentrati sulle diverse attività “da fare”, quelle che abbiamo progettato con tanta cura, ma rischiamo di dimenticarci che siamo lì con loro e per loro. Quello che vorrebbero è semplicemente avere un adulto disposto ad ascoltarli, un gruppo di amici con cui ridere e scherzare e a cui raccontare quell’avventura incredibile vissuta a scuola o a calcio.
Senza il timore che le scelte siano “per sempre”. “Dove faremo la nostra tana oggi? Perché d’ora in avanti seguiremo nuove tracce”. È difficile dire che una cosa è “per sempre”. Fratel Bigio alla fine dice che si dovranno seguire nuove tracce. E allora qual è la scelta che è per sempre?
È la scelta di Mowgli di andare in mezzo agli uomini, riconoscere la propria identità e spendersi in un luogo che ancora non sente casa ma che probabilmente diventerà tale; è la scelta di Cocci che, nonostante tutto, sente che non può rinunciare al suo impegno; è l’amore di Fratel Bigio che accompagna Mowgli fino ai confini della Giungla; è la volontà della Grande Quercia di ancorarsi forte al terreno.
“Qui e ora”: la nostra scelta “per sempre” è l’investire in relazioni vere e sincere oggi. Il seme che innaffiamo giorno dopo giorno, che curiamo con amore e con la nostra testimonianza, darà frutti domani. Germoglierà non solo grazie a noi come singoli ma, grazie al nostro essere Comunità capi e comunità di branco e cerchio.
[Foto di Claudio Trimarchi]
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