La direzione del nostro sguardo
Un ponte tra passato e futuro, tra fragilità e promessa: la relazione nasce quando qualcuno sceglie di camminare accanto all’altro. Un invito a essere testimoni più che modelli, capaci di custodire le storie, riconoscere i piccoli passi e credere nella bellezza di crescere insieme.
L’arte dell’indugiare
C’è uno sguardo che osserva e uno che sceglie di vedere. In un tempo che corre veloce, ci è chiesto di fermarci sul serio davanti all’altro e di dedicargli attenzione e cuore. Perché solo uno sguardo che sa sostare può riconoscere e amare davvero.
Passo dopo passo
Una tenda che cade diventa il simbolo delle paure che abitano molti ragazzi: il timore di non farcela, l’ansia di sbagliare, il peso dell’inadeguatezza. Come accompagnarli fuori da questo circolo?
Parte-ci-piace
Tra dimensione educativa e coinvolgimento emotivo emerge l’invito a non essere spettatori ma parte viva della realtà. Partecipare diventa così scelta consapevole, responsabilità condivisa e apertura a un progetto più grande.
“I do believe in fairies!”
Cosa succede quando l’isola che non c’è diventa perfettamente organizzata ma smette di far sognare? Una riflessione sul rischio di un’educazione tutta efficiente e poco visionaria. Perché i ragazzi crescono davvero solo se incontrano adulti capaci di desiderare, rischiare e tornare a volare.
Il desiderio dei numeri qualunque
Cosa significa davvero “farcela da soli”? L’articolo riflette sul rischio di un’autonomia che isoli e sul bisogno profondo di un “posto caldo” dove abitare. Una sfida educativa per noi: preparare spazi interiori accoglienti, affinchè i ragazzi possano sentirsi visti, ascoltati e liberi di non essere soli.
Di chi sono i sogni?
Un racconto che ripercorre il cammino scout come spazio di scoperta del desiderio e di educazione alla libertà. Dalle prime esperienze in branco fino alla Partenza, l’articolo riflette su sogni, responsabilità e cambiamento di sguardo, mostrando come il desiderio sia il vero motore di ogni percorso educativo.
I have a dream, oppure no
E se la domanda non fosse se i ragazzi oggi sappiano ancora sognare, ma se - ed è ben più scomoda - noi adulti siamo ancora disposti a supportare i loro sogni e a nutrire sogni per ognuno di loro?
Educare nella complessità del presente
Possiamo scegliere di testimoniare con la nostra vita che un altro modo di essere adulti è possibile. Possiamo impegnarci a rimanere accanto ai ragazzi anche quando il cammino è faticoso.
Chi mi insegna a essere capo?
Che cosa vuol dire per te, essere capo? La prima cosa che mi viene in mente sono i momenti condivisi con i ragazzi e le ragazze con i quali ho camminato negli anni. Mi chiedo se sia proprio attraverso la relazione avuta con loro che si definisca il mio essere capo.