La soglia: luogo di rinascita
Essere soglia, lasciarsi attraversare dalle sofferenze degli altri. Molte delle proposte educative che facciamo ai nostri R/S hanno l’obiettivo di far conoscere e comprendere loro la realtà di tanti poveri (nella carne e nello spirito), emarginati, ultimi, che sempre più numerosi gridano il loro dolore e la loro disperazione.
L’avventura che porta oltre
Che cosa accade a ragazzi e ragazze quando li accompagniamo “oltre”? Quando proponiamo loro l’avventura che li spinge oltre i loro limiti? Accade che la paura diventa scoperta, la fatica diventa forza, lo smarrimento si rivela soglia di un incontro nuovo con se stessi e con gli altri.
Dove faremo la nostra tana oggi?
La vita di branco/cerchio è esperienza di frontiera: dal primo momento in cui i bambini e le bambine varcheranno la soglia della tana o della sede avranno l’opportunità di giocare una quotidianità fatta di caratteri e indoli distinti, pensieri e idee disparati, sentimenti ed emozioni a volte simili e a volte opposti.
Le frontiere di Gesù
Il tema della frontiera mette in gioco due dimensioni molto importanti della nostra persona: l’identità - il chi siamo – e l’incontro con l’altro/a. Per Gesù, Figlio di Dio venuto nella carne e vissuto tra noi come uomo tra gli uomini, è avvenuta la stessa cosa. Proviamo a vedere come l’identità di Gesù si è formata a partire dalle frontiere che ha abitato e su cui ha camminato.
Varcare o restare?
Qual è il confine tra andare oltre e restare fedeli a sé stessi? La frontiera non è solo un limite: può diventare soglia, custodia, occasione di discernimento. Educare oggi significa aiutare i ragazzi e le ragazze a crescere senza smarrirsi e a radicarsi senza fermarsi.
Ask the boy
Qual è il significato autentico di “Ask the boy”? In un mondo dominato dall’immediatezza, il principio educativo di B.-P. invita noi capi e capo all’ascolto profondo dei ragazzi. Riscoprire il valore della domanda come spazio di crescita e di relazione; chiedere, senza la fretta delle risposte.
Chi è l’uomo dei boschi oggi?
Se ci interroghiamo su quali siano oggi le “periferie” da esplorare, scopriamo che l’essenza dello scautismo consiste anche nel mettersi in cammino verso i confini della vita reale dei ragazzi e delle ragazze, dove nasce il bisogno educativo, spostando dunque l’attenzione dal “fare” all’“essere”.
Quali frontiere vogliamo attraversare?
Come stiamo nel territorio in cui viviamo? Come lo osserviamo? Con chi e come dialoghiamo? Cosa costruiamo con le altre realtà? Cosa ci chiede oggi questo Paese? Che segni dei tempi leggiamo? Cosa siamo disposti a perdere?
Essere Chiesa oggi
Essere giovani adulti nella Chiesa oggi significa vivere tra appartenenza e periferie esistenziali, tra fede, inquietudini e fragilità. Un invito ad abitare i confini come luoghi di incontro autentico, dove la comunità si fa relazione. Una Chiesa viva, imperfetta e in cammino.
Siamo Associazione di frontiera?
Educare non è operare al sicuro, ma camminare sul filo di una frontiera che non ci rassicura e sempre ci espone, che ci scomoda e ci chiede di lasciare le nostre zone di comfort, o magari anche le Co.Ca. di comfort.