string(13) "Valeria Leone"
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TU CHIEDI A ME

Sulla fede vorrei avere tutte le risposte. Ma poi mi ricordo che è meglio abitare le domande ​Le domande hanno gli occhi grandi e il fiato un po’ corto della salita. Hanno urgenza di risposta, quell’urgenza incalzata dallo scetticismo, dalla mancata comprensione di qualcosa che sfugge alla ragione, dai vent’anni. Le domande chiedono risposte concrete, spiegazioni chiare, esempi tangibili. E invece la fede, come l’amore, quelle risposte non sempre le ha. Cosa serve per dirsi ...

Di Spartiti Lasciati Vuoti

La bellezza fuori programma Valeria Leone Quanto tempo richiede il servizio. Quanto tempo si prende. Quante serate. Weekend. Ferie. Vacanze. E poi, a un certo punto, c’è chi dice che non ce la fa più. C’è chi dice che se fa scautismo non riesce a fare nient’altro. C’è chi dice che «non ha più una vita». E spesso a dirlo sono i capi e le capo più giovani: il presente e il futuro dell’Associazione. Ne ho incontrati tanti e talvolta mi è parso che la fatica – comprensibile ...

Quattro (ap)punti

- Quattro punti, che però non vanno considerati solo a sé, ma come concorrenti all’intero. - Quindi sono quattro che giocano a tutti per uno/uno per tutti. - Quindi lavorando su ciascuno lavoriamo su tutti, in un certo senso. - Ma com’è possibile che se lavoriamo su una cosa stiamo lavorando anche ad altre tre? - In prospettiva? - No, non in prospettiva, veramente. Insomma, il rischio chiusura di ogni punto di B.-P. in un “silos” è dietro l’angolo a destra, ma anche il ...

Abitare con cura

C’è una candela in mezzo al cerchio, un silenzio vivo e una preghiera condivisa senza fretta. C’è tempo per chiedersi come è andato l’esame, come stanno i bimbi, come è finita con quella questione sul lavoro, se hanno poi chiamato per quell’appuntamento. C’è una torta da tagliare a fette e una bottiglia di vino da aprire, che è il mio compleanno. La torta è senza glutine, così la mangiamo tutti. C’è qualcuno da ascoltare, un giudizio da sospendere, una frase da non dire, ...

Una strada, la loro

C’è un personaggio del Bosco che mi sta a cuore: è la capra, che – alla domanda se valga la pena arrivare in cima alla vetta continuando lungo una faticosa salita – risponde: «Quello che i miei occhi possono aver visto non è quello che possono vedere i vostri». Ciascuno di noi percorre la propria strada, ha magari raggiunto una o più vette, ha nel cuore un orizzonte di felicità per i propri ragazzi, ma quello che i loro occhi vedranno non sarà quello che abbiamo visto, sentito e ...

Sicuri che serva?

Sì, educare serve, lo cogliamo dai ragazzi e dal loro cercarci, e può dare un contributo straordinario alla costruzione di una società migliore. I 30 mila capi che in tutta Italia dedicano almeno 4 ore a settimana al servizio, più un weekend al mese (a spanne e verosimilmente al ribasso), per un totale di 1 milione e 200 mila ore di impegno educativo all’anno, campi esclusi, non sono illusi o fanatici, ma donne e uomini che almeno una volta nella vita hanno toccato con mano che ne vale la ...

Perché lo fai?

Alla domanda Perché sei capo? una delle motivazioni che ho sentito più spesso dalla voce dei giovani capi è stata: Per restituire ciò che ho ricevuto. E chissà, magari a vent’anni l’ho pensato anche io. Perché dopo tanti anni nello scautismo, ti preme l’urgenza di far scoprire agli altri quanto sia intenso e prezioso essere scout. Con il passare del tempo spesso si fa strada una consapevolezza diversa, che ci fa dire che educare è una scelta politica: è il nostro modo di prenderci ...

Non è un tabù

Sessualità, morte, malattia sono temi che spaventano. Ma se davanti alle domande dei ragazzi rimaniamo in silenzio, il vuoto educativo sarà riempito da altri «Se un adulto è spaventato, difficilmente sarà un riferimento». Ho sentito questa frase parecchi anni fa, in occasione di un incontro a Roma con gli Incaricati regionali e nazionali alle Branche dedicato all’affettività. È stato uno dei passaggi dell’intervento di Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ...

Normalmente eccezionali

Agosto 2008. Una terrazza in un appartamento confiscato nei Quartieri spagnoli, Napoli. Una lanterna accesa a illuminare la sera. Il clan seduto pronto per la preghiera. C’è silenzio. Ma un silenzio che sa di imbarazzo, non di raccoglimento. Un silenzio che spegne l’entusiasmo e la leggerezza dei vent’anni. Un silenzio necessario “perché dobbiamo pregare” e poi torniamo a essere noi. Un silenzio in cui molti cercavano di trovare qualcosa di intelligente da dire più che di vero. Era ...

Possiamo solo stupirci

Quando arrivo all’asilo nido, la scorgo in lontananza. Mi sorride il cuore, come ogni volta che la vedo da tanti anni a questa parte. È di fretta, c’è da lasciare la bimba e correre al lavoro. Chi l’avrebbe mai detto – quando lei era una scolta e io la sua capo fuoco – che ci saremmo trovate davanti a questo cancello a lasciare le bimbe al nido. Lo penso spesso quando guardo alle cose della vita così come sono oggi e ne srotolo i fili della memoria fin dove arrivo. In questo ...