Le parole che fanno posto
Le parole educano molto prima di spiegare: possono diventare etichette che chiudono, oppure spazi che fanno respirare una relazione. Lo scautismo ci insegna a “dire” di noi e dell’altro, e ci allena a usare le parole come strumento di verità.
Passo dopo passo
Una tenda che cade diventa il simbolo delle paure che abitano molti ragazzi: il timore di non farcela, l’ansia di sbagliare, il peso dell’inadeguatezza. Come accompagnarli fuori da questo circolo?
Di sogni e bisogni
Negli ultimi anni siamo diventati molto bravi a riconoscere i bisogni di ragazzi e ragazze, a riconoscerne fatiche e fragilità. Nei gruppi educativi l’attenzione al benessere è cresciuta e questo è un bene. Viene però da chiedersi che fine abbiano fatto i sogni.
Essere Chiesa oggi
Essere giovani adulti nella Chiesa oggi significa vivere tra appartenenza e periferie esistenziali, tra fede, inquietudini e fragilità. Un invito ad abitare i confini come luoghi di incontro autentico, dove la comunità si fa relazione. Una Chiesa viva, imperfetta e in cammino.
Quando abbiamo detto sì
Se ripensiamo alla nostra storia di capi e capo ci sarà stato un momento in cui abbiamo sentito che quella era la nostra vocazione, la risposta necessaria alla chiamata di Gesù. Quel sì l’abbiamo detto tante altre volte, tutte quelle in cui abbiamo scelto di esserci.
Accanto
A volte il nostro essere capi si manifesta pienamente stando vicino ai nostri bambini e ragazzi. Anche nelle relazioni in Co.Ca. è importante riconoscere quando, più che offrire soluzioni, sia necessario semplicemente esserci.
Una porta che si apre?
L’incontro passa attraverso la soglia: quella dell’altro e la nostra. Una soglia da varcare dopo aver bussato, affidando a un gesto così carico di attesa, aspettative e timori. Il nostro essere capi ci chiede di essere porte aperte per i ragazzi e di bussare con dolcezza e curiosità alle loro.