string(17) "Don Luca Delunghi"
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Quando qualcosa viene rotto

Abitare le relazioni tra entusiasmo e ferite, ma con il coraggio della verità. Dall’euforia dell’incontro alla fatica del conflitto, ogni legame autentico ci cambia, ci espone e, a volte, ci insegna a zoppicare senza smettere di amare.

“Tu vedi più lontano di me”

Una rilettura del senso della Provvidenza come presenza viva che orienta, senza eliminare le fatiche. Saperla riconoscere nelle pieghe e nelle piaghe della vita ci fa scoprire come anche le ferite possano diventare vie di compimento.

“I do believe in fairies!”

Cosa succede quando l’isola che non c’è diventa perfettamente organizzata ma smette di far sognare? Una riflessione sul rischio di un’educazione tutta efficiente e poco visionaria. Perché i ragazzi crescono davvero solo se incontrano adulti capaci di desiderare, rischiare e tornare a volare.

Siamo Associazione di frontiera?

Educare non è operare al sicuro, ma camminare sul filo di una frontiera che non ci rassicura e sempre ci espone, che ci scomoda e ci chiede di lasciare le nostre zone di comfort, o magari anche le Co.Ca. di comfort.

Come le sponde dei torrenti del Negev

Il nostro ruolo educativo ci chiede di volta in volta di offrire uno sguardo che si allarghi all’orizzonte, di proteggere da urti troppo violenti, di rendere più sfidante una salita o di alleggerirla un po’, di contenere o lasciar andare. E ci chiede sempre di accompagnare.

La verità della tavola

Rispetto al passato, cosa significa oggi sedersi a tavola e mangiare insieme? Quanto le nostre vite e le nostre relazioni profumano del buono del “pane quotidiano”? Come possiamo accompagnare le nostre unità a crescere nell’ospitalità della tavola?

Sorella Maestra

Assistente Ecclesiastico nazionale alla branca E/G «Neanche tu sai il motivo, ma sai che lo vuoi. E questo ti basta a faticare come un matto. Dove vai albero?». Sono parole tratte da uno degli ultimi pezzi della band Eugenio in via di Gioia, Albero. L’albero, è metafora dell’uomo; sospeso tra cielo e terra, è radicato alla coscienza del limite e della morte, ma proteso, nel suo anelito di vita, alla dimensione trascendentale. Lo stesso Baden Powell ne Il libro dei capi diceva: «C’è ...