“Eccomi!”. Così risponde Cocci all’invito che le rivolge la formica Mi: “Vuoi giocare con noi?”
Non le dice cosa fare o cosa comporterà la sua permanenza nel formicaio, le propone un’avventura nel mondo, le offre un contesto da osservare ed esplorare, in cui intrecciare relazioni e contribuire al bene comune.
Questa è la cornice che ogni coccinella anziana e ogni vecchio lupo prova a offrire ai bambini e alle bambine: un gioco entusiasmante, perché reale e autentico, attraverso il quale i lupetti e le coccinelle hanno l’occasione di mettere a disposizione della comunità competenze, intuizioni, desideri e abilità che li rendono in grado di incidere sulla realtà circostante e, quindi, capaci di agire sul mondo.
Partecipare è tensione al cambiamento: personale, quando con meraviglia si scopre di essere riusciti a fare qualcosa che non si sarebbe mai immaginato, comunitario, quando ci si scopre capaci di fare bene e del bene, che è anche l’essenza del servizio. (Manuale di Branca L/C, Cap. 2 – Esperienze Maestre).
“Io parlo in favore del cucciolo d’uomo. Non c’è nulla da temere in un cucciolo d’uomo. […] lasciatelo correre con il branco e sia accettato insieme agli altri. Io stesso gli insegnerò”.
Quando proponiamo una caccia o un volo, invitiamo i bambini e le bambine a partecipare a un’avventura, a vivere un’esperienza da scoprire e realizzare insieme, uno spazio magico che ha regole chiare e condivise e, per questo, luogo di democrazia in cui ciascuno, adulto o bambino, è chiamato a contribuire in un ascolto vicendevole.
Gesù, lungo la strada verso Emmaus, ci insegna che la vita cristiana passa attraverso il “cammino”: il Risorto non si impone, ma si affianca ai discepoli, chiede, ascolta, li interroga. “Di che cosa state discutendo?”. Questo è il cuore della partecipazione.
Come il Risorto con i discepoli, anche noi capi e capo dobbiamo imparare a camminare accanto ai bambini, non davanti a loro. La partecipazione nasce da questo dialogo: quando chiediamo a un lupetto o a una coccinella cosa pensano, stiamo dando loro dignità di interlocutori.
È nella rilettura, momento centrale del nostro metodo e specchio dello “spezzar del pane” di Emmaus, che il bambino e la bambina imparano a riconoscere il valore del proprio contributo.
Partecipare per un lupetto e una coccinella significa contribuire alla storia del branco e del cerchio. È un processo che richiede:
Come capi e capo, il nostro compito è “scaldare il cuore” dei bambini e delle bambine, offrendogli esperienze autentiche in cui sentirsi in grado di contribuire e attraverso cui comprendere che la propria presenza nel mondo ha un peso, una direzione, un valore.
“Tu sei importante per il futuro di questa Giungla, di questo Bosco, di questo Mondo”: i bambini sono i cittadini e i cristiani dell’oggi.
Ogni strumento metodologico e ogni gioco proposto diventa, quindi, mezzo per accogliere l’impegno dei lupetti e delle coccinelle e, attraverso un attento sguardo al valore del processo di esplorazione e adesione, garanzia dell’opportunità per tutti i bambini e le bambine di ripercorrere e comprendere appieno l’esperienza vissuta. (Linee guida sulla partecipazione e contribuzione dei ragazzi e delle ragazze).
Sono un bambino, sono il tuo dono
Prima non c’ero e adesso ci sono
Sono il domani, dalle tue mani
Devi difendermi con le tue mani
Sono il futuro, sono arrivato
E sono qui perché tu mi hai chiamato
Come sarà l’orizzonte che tracci
Dipende da come mi abbracci.
Filastrocca del bambino del futuro – B. Tognolini
[Foto di Giorgia Finotti]
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