Il Consiglio generale 2019 spiegato in breve

È di nuovo tempo di Consiglio Generale – dal 25 al 28 aprile sul pratone di Bracciano – e anche quest’anno PE vi offre una guida sintetica ai temi che saranno affrontati dai Consiglieri generali delle Zone di tutta Italia. 

Come premettiamo ogni anno, si tratta di un bignami, una sintesi: per approfondire trovate i documenti preparatori qui.

Il tema di questo Consiglio generale è “La scelta di accogliere”, in piena sintonia con le Strategie Nazionali di Intervento. È con questo spirito che si affronteranno quattro giorni di lavori serrati, consapevoli dell’importanza – ricordata da Capo Guida e Capo Scout – di portare questo stile nel mondo. Ma sarà anche un tema cui sarà dedicato uno spazio specifico nel CG19, per dare spazio a riflessioni e nuovi spunti.

Relazione del Comitato nazionale

Il Comitato nazionale, nella sua relazione, rimette al centro di tutto il nostro scopo primario, educare, rimarcando con forza i tratti specifici della nostra proposta: l’essere testimoni di un modo diverso di abitare questo mondo, l’essere un popolo che non ha timore di condividere i propri valori, che si sporca le mani, che agisce in silenzio ma che, al tempo stesso, cambia le cose.

Fondamentale allora ricordare il percorso del discernimento, iniziato l’anno scorso, che può aiutarci a definire come trasformare il nostro stare ed essere nel mondo. “Un percorso – ricordano i Presidenti del Comitato –  che ci chiede di rispondere alle sollecitazioni esterne dopo avere riflettuto e valutato, perché non sempre ciò che è semplice ed immediato è anche giusto e costruttivo”. Un percorso che non può fare a meno della potenza della Comunità capi, una vera e propria forza propulsiva che può, con il suo impatto, aiutarci a rispondere alle sfide che il nostro tempo ci pone innanzi.

Area metodologica – educativa

Il primo punto all’ordine del giorno in quest’area è la verifica della rilettura delle funzioni dei settori, approvata dal CG2016. dopo aver identificato alcuni elementi chiave per l’analisi qualitativa e quantitativa, sono stati indicati alcuni aspetti su cui porre attenzione o da migliorare: dall’importanza della diarchia, auspicabile in tutti i settori o comunque bilanciata dal supporto delle pattuglie, alla presenza dei settori in quei luoghi associativi, come Comitati e Consigli, dove il loro contributo può essere incisivo; dal miglioramento del collegamento con la formazione capi al lavoro di definizione ancora da apportare su alcuni settori specifici (come quello Internazionale e il Settore Competenze).

A tre anni dalla nascita del #nuovogiocoLC, vengono proposte al CG19 alcune modifiche al regolamento di Branca, per armonizzare il tutto. La modifica principale riguarda l’articolo relativo al CdA, ribadendo che questo non costituisce un luogo a sé, ma che proietta la propria esistenza nella comunità di Branco/Cerchio; invitando i capi ad utilizzare gli strumenti propri della Branca, senza inventarsi particolari esperienze; sottolineando il protagonismo dei bambini, seppur con gradualità, nella scelta degli impegni e degli incarichi; proponendo l’istituzione di un distintivo per chi è in CdA, per dare visualizzazione simbolica di questo percorso. In tale contesto, l’esperienza di caposestiglia diventa un’esperienza integrativa al CdA, ma non necessaria nell’esperienza L/C.

Passando alla Branca E/G, è stato avviato un percorso di revisione dei brevetti, il cui scopo è sottolineare alcuni punti specifici: il brevetto è una meta, un progetto individuale, che va legato sempre più all’impresa e al tema della competenza individuale, sebbene messa al servizio del prossimo e della comunità. Cambiano anche i nomi di alcuni brevetti, per rendere in maniera più concreta e accessibile il cambiamento cui si aspira con la conquista (ad esempio da “animazione espressiva” ad “artista”, da “animazione giornalistica” a “giornalista”), diventando un’esca più appetibile per gli E/G. Si ribadisce poi che la conquista del brevetto non è opzionale ma è un’esperienza necessaria e raggiungibile da tutti i ragazzi.

Capo Guida, Capo Scout e l’AE generale condivideranno poi con i consiglieri una riflessione sull’educare alla vita cristiana, che si inserisce nei discorsi che da tempo l’Associazione sta portando avanti per ribadire come educare attraverso l’esperienza scout voglia dire educare a vivere una vita nella pienezza di Cristo. Una riflessione che terrà conto anche delle difficoltà che molti gruppi vivono nonché della nuova spinta evangelizzatrice che Papa Francesco ci ha indicato nell’Evangelii Gaudium.

Area Formazione Capi

Per l’area di Formazione Capi, dal momento che nel 2020 è prevista la verifica complessiva sui percorsi di formazione, nel CG19 è previsto uno stato dell’arte intermedio, partendo dagli stimoli che arrivano dagli incontri regionali e nazionali e dal seminario dello scorso gennaio, dal titolo “la Formazione capi che vorremmo”. Rimanendo sempre in quest’area, si parlerà anche di sviluppo e dell’apertura di nuovi gruppi.

Area istituzionale

Negli ultimi anni l’AGESCI ha vissuto una vera e propria rivoluzione dei propri processi di rappresentanza e dei percorsi deliberativi, arrivando all’approvazione della Riforma Leonardo che ha legato la figura del Consigliere generale alla Zona. Questo percorso ha richiesto la sistemazione formale di Statuto e Regolamento dell’Associazione, per eliminare ridondanze e imprecisioni stratificatesi negli anni, percorso che doveva chiudersi al CG18. Il tempo ristretto e la necessità di un maggior coinvolgimento di tutti i livelli hanno portato all’istituzione di un gruppo di lavoro. Tale gruppo ha prodotto una proposta di revisione dello Statuto, che sarà oggetto del CG19 e che punta a sistemazioni formali per permettere una migliore organizzazione dei contenuti e, quindi, una migliore leggibilità. La revisione del Regolamento è prevista nel CG21.

Viene poi sottoposto all’attenzione dei Consiglieri un documento di lavoro sulla figura del Consigliere generale, che verrà composto sul prato di Bracciano a partire dai documenti istruttori, con uno stile simile a quello della scrittura collettiva. Il documento cerca di tracciare il profilo del Consigliere: chi è, a cosa è chiamato, i luoghi in cui lavora, dove e come si forma, qual è il suo stile nelle relazioni personali, nella gestione del tempo, nell’utilizzo degli strumenti che ha a disposizione. Altro punto all’ordine del giorno è lo stato dell’arte degli adeguamenti delle norme associative nell’ambito della riforma del terzo settore. Viene poi proposta una modifica allo statuto affinché il Presidente dell’Ente nazionale Mario di Carpegna e il Presidente della Fiordaliso partecipino al Consiglio generale con solo diritto di parola sugli argomenti di loro competenza. I Consiglieri di FVG, Lazio, Lombardia e Toscana propongono invece una modifica in tema di candidature, prevedendo che il Consiglio nazionale provveda alla ricerca dei candidati per il compito per gli organi che hanno anche funzioni di garanzia mentre il Comitato nazionale provveda alla ricerca dei soli candidati a incarichi inerenti all’organo esecutivo, lasciando invariata la possibilità che ogni Consigliere generale possa esprimere candidature tra i capi dell’Associazione.

Capo Guida e Capo Scout lanciano poi una riflessione su alcuni temi che ci interrogano da qualche anno: le deroghe di Capo Guida e Capo Scout per la mancanza di diarchia nelle unità e l’assenza di assistenti ecclesiastici nei Gruppi. Per quanto riguarda il primo punto è da segnalare che nel 2018 questa deroga è stata usata da una unità su tre e da un Gruppo su dieci. Analizzando i dati, emerge che nella maggior parte dei casi la deroga “senza diarchia” viene usata pur avendo persone dell’altro sesso in staff, e quindi serve per coprire una mancanza di livello di formazione. In questo quadro, i Consiglieri dell’Emilia Romagna propongono di inserire alcuni paletti, delegando il ruolo di controllo e supporto di tali situazioni alla Zona. Per quanto riguarda gli AE, nel 2018 un gruppo su cinque è stato censito senza questa figura.

Area organizzazione

A valle della riorganizzazione del Sistema AGESCI, si rendono necessari alcuni allineamenti dello Statuto sul Piano strategico pluriennale: la proposta è che venga approvato non più dal Comitato ma dal Consiglio nazionale e che sia diffuso il più possibile tra gli associati.

Infine, durante il CG19 si farà il punto sui temi della sicurezza e della percezione del rischio nelle attività, cercando di capire qual è lo stato dell’arte, quali le difficoltà, quali le possibili strade da intraprendere.

Vi aspettiamo su Twitter per la cronaca in diretta, seguite l’hashtag #CG19!

[foto di Nicola Cavallotti]

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