Grazie Francesco, fotografo di Pe

Il 27 luglio 2020 Francesco Mastrella, già fotografo e photoeditor di Proposta educativa, è tornato alla casa del Padre. Lo ricordiamo dando la parola a chi ha condiviso un tratto di Strada con lui.

Avere la passione per la fotografia è sicuramente un dono che però richiede molto sacrificio. In tempi di estrema vanità, chi sceglie di stare dietro l’obiettivo è mosso in genere dalla volontà e dall’abilità di sezionare il mondo, di fissarlo, di dare dignità a dettagli, volti, luci che altrimenti sfuggirebbero via. Il mondo che passa bisogna saperlo aspettare, con pazienza, in silenzio. È qui che si ritrova il “sacrificio”, il fare un “qualcosa di sacro” che spesso richiede anche sforzo, oltre che all’implicita rinuncia a stare sulla scena.
Francesco, o meglio Cecco, aveva scelto questo modo di vivere la fotografia. E aveva scelto di viverla come un servizio, soprattutto quando indossava il fazzolettone. Bandana in testa e via: poche parole, uno scatto dopo l’altro. Una tipologia di servizio magari non prevista nella metodologia e negli incarichi associativi ma fondamentale per il racconto dell’Associazione.Chi ha partecipato a un Consiglio generale negli ultimi anni ben sa di cosa sto parlando: scovare e raccontare la passione e le emozioni impresse sui volti di trecento capi non è semplice, soprattutto se questo avviene in un tendone tra sedie di plastica e senza grandi momenti scenografici.
Queste righe sono per salutare Francesco, ringraziarlo e rendere memoria e tributo al suo servizio di fotografo e photoeditor per Proposta Educativa. Negli anni in cui abbiamo lavorato insieme, gli abbiamo chiesto le cose più assurde (“Fra, mi serve una foto che renda l’idea del dare tempo al tempo… facile no?”) e lui non ci ha mai mandato a quel paese per questo lavoro di ricerca archivistica impietoso e faticoso. No, un sorriso e via. Un sorriso che adesso ci manca.
E se provassimo a ritrovarlo quel sorriso? Ognuno di noi potrebbe cercare una foto scattata da Cecco e immaginarselo lì, dietro l’obiettivo, con la bandana in testa e la reflex al collo. Inondiamo le nostre bacheche social di #fotodiCecco, lo dobbiamo a lui, lo dobbiamo alla sua gioia di servire.

La redazione di Pe 2015-2019

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