Scoutismo e Software Libero: a che punto siamo?

Nel XXI Secolo il Software non è più roba da smanettoni: è nella quotidianità. Dagli orologi alle auto, dai Social Network alla Libertà del Singolo: c’è un modo Scout di usare il Computer?

<<Software che?

Libero?

Che significa libero? Che poteva uscire durante la Quarantena?

Ah, no, vuol dire Gratis Gratis?

Se è così lo uso già: zoom è gratis e anche la copia di XXXXX (scegliete voi il nome del noto programma commerciale di videoscrittura del caso)  che mi ha passato mio cugino mica l’ho pagata>>

Magari qualche battuta del genere è venuta in mente anche a voi.

Software libero e formati di dato aperti, invece, sono una faccenda concreta, sia dal punto di vista educativo che delle libertà personali e collettive.

Vorrei, quindi, parlarvi del perchè un gruppo Scout dovrebbe impegnarsi per la diffusione del Software Libero tra i propri ragazzi.

Cos’è, in due parole, il Software Libero?

Il “Software libero”/“Open Source” di cui GNU/Linux è, forse, il rappresentante più noto (si veda Disclaimer tecnico in fondo) è software che rispetta la libertà degli utenti. 

In breve, significa che gli utenti hanno la libertà di eseguire, copiare, distribuire, studiare, modificare e migliorare il software. 

E, anche se il Software Libero molto spesso è gratuito, non è detto che sia per forza gratis. 

Vediamo un po’: siamo laboriosi ed economi?

E allora perché spendere centinaia di € di licenze per softwares proprietari quando esistono valide alternative non solo gratuite ma anche rispettose della nostra libertà? E se questi softwares proprietari li piratiamo (magari con l’acquiescenza dei produttori, ben disposti a chiudere entrambi gli occhi purchè il proprio prodotto si diffonda e diventi ‘standard’) possiamo dire che siamo leali?”

Cosa intendiamo per “formati aperti”?

Qui forse è più semplice: quante volte vi è capitato di non riuscire ad aprire un documento  perché di una versione ‘troppo vecchia’ o ‘troppo nuova’ rispetto al vostro Software?

E siete sicuri che il vostro documento in formato proprietario sia vostro?

Siete sicuri che quello che c’è scritto dentro, i vostri contenuti, vi appartengano?

O anche il vostro programma di Campo, l’elenco delle prove di una specialità appartengono a chi, di quel formato di dato, è il proprietario?

E che se/quando cambia idea sul suo prodotto voi perdete l’accesso ai vostri contenuti?

E, cosa più importante, cari Capi: se per le vostre attività usate i formati proprietari supportati solo dall’ultimissima (e costosissima)  versione del vostro Software preferito costringete tutti gli altri, (Capi e Ragazzi) o a comprare il vostro stesso Software Proprietario o a… piratarlo. Per non parlare del Computer abbastanza potente per far girare il vostro stesso nuovo Software Proprietario (piratato o no).

Sicurezza e Privacy

E che dire della Sicurezza di softwares e formati proprietari?

I loro codici sorgenti sono segreti e non è possibile vagliarne il contenuto.

Se dentro c’è un bug che metto a rischio la vostra privacy o i vostri dati è solo il produttore che potrà, bontà sua, informarvi e correggere il problema o ignorarlo.

Invece, il Software Libero è più sicuro per antonomasia in quanto è esaminato costantemente in maniera pubblica.

Credete che sia roba da nerd?

Vi dice niente il dieselgate con tutte le sue implicazioni per la salute di noi tutti?

Parliamo di autovelox, etilometri e… anche del software che decise le destinazioni degli insegnanti ai tempi della Buonascuola.

Parliamo delle applicazioni per la tracciatura dei contagi (immuni, appunto, è open source).

Parliamo, per i sistemi operativi Open Source tipo GNU/Linux, di una immunità di fatto ai virus informatici.

Ecco, parliamo anche di questo.

Una Scelta Politica

Inoltre, c’è un altro fattore in gioco che esula dalla pirateria o dall’essere personalmente parsimoniosi  e rientra più nella Scelta Politica.

Nel XXI secolo il software è entrato nella quotidianità.

E’ diventato fondamentale nella Politica (fake news? Disinformacija? Furto di dati? Big Data?). 

E poi: per un Paese come l’Italia quanto è accettabile spendere risorse in licenze proprietarie (nella Pubblica Amministrazione e nella Scuola) di cui gran parte potrebbe essere soppiantata da alternative sia gratuite sia compatibili con il possesso dello Stato anche dei contenuti?

A parte constatare e riconoscere che anche la scrittura di un testo (o un elenco di coccinelle su un foglio di calcolo) è un gesto Politico a seconda dello strumento software e del formato di dati scelto, il chiedere ai ragazzi di usare strumenti software liberi è l’equivalente informatico di chieder loro di costruire un tavolo invece di portarsene uno pieghevole da casa.

Prendere dimestichezza sin dall’età E/G con strumenti del genere è un enorme incentivo alla conoscenza ed alle capacità informatiche dei ragazzi che non saranno condannati all’ergastolo nei sistemi proprietari e chiusi.

Una Scelta Scout

Nell’ambito dello Scoutismo considero lo scouting assolutamente primario  e non mi sogno nemmeno di sostituire scarponi bussola e pentolone con un mouse, ma, ormai, anche l’organizzazione della più avventurosa attività di scouting è pervasa dall’uso di software e non mi riferisco certo al gps al posto di cartina e bussola: prenotare un treno, gestire anagrafiche e quote, stampare (ma è sempre necessario?) carnet e avvisi, preparare una specialità, scrivere una Carta di Clan eccetera: quasi tutto può essere (e vien fatto) via software.

E no: il Cloud non vale come alternativa ai softwares a pagamento perchè l’accesso lo si paga coi propri dati: anche qui non c’è nulla di male in un uso consapevole del singolo Adulto, un po’ meno se si costringe un Lupetto ad usarlo per attività scout perché da un lato esiste un’età minima per possedere un account online, (in genere 14 anni) dall’altro lo si costringerebbe, anche se fosse un Rover, a cedere i propri dati personali a una multinazionale sempre per le stesse attività scout…

B.P. diceva: non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento.

Lo stesso vale anche per l’informatica.

Il Software Libero, gratuito, (siamo laboriosi ed economi), basato sulla collaborazione e l’apertura è una concreta applicazione pratica della Legge Scout.

Quale Capo Reparto approverebbe un campo di reparto fatto in Albergo e Piscina?

Quale Capo Clan approverebbe una Route fatta in auto tra un albergo un Pub ed un Ristorante e l’altro?

Lo stesso vale per il Software.

Perchè l’educazione dei giovani a un uso consapevole, libero, aperto, economico e responsabile delle tecnologie informatiche fa parte del DNA dell’AGESCI, associazione di frontiera anche e soprattutto nel Secolo del Software.

Prendiamone atto: anche preparare e stampare un canzoniere può essere fatto secondo Stile Scout.

Oppure no.

Una Scelta Cristiana

L’uso di Software Libero è anche una occasione di Servizio, soprattutto in questi tempi difficili.

Il Software Libero è basato sulla condivisione, sulla collaborazione, sull’aiuto reciproco tra utenti e non sulla monetizzazione della conoscenza.

E’ un ecosistema che funziona in base alle necessità di molti e non in base al profitto di pochi.

Recuperando vecchio hardware dismesso è possibile aiutare famiglie in difficoltà. 

Pensate a quanti bambini in più avrebbero potuto seguire le lezioni a distanza se qualcuno gli avesse passato un pc di 10 anni fa (ah, il riciclaggio dell’hardware, questo sconosciuto) ma… con sistema operativo e applicativi basati sul moderno Software Libero del 2020: sicuro, stabile, leggero e… gratuito.

Che ve ne pare di un Clan impegnato in un Servizio informatico del genere ad anziani e parrocchie?

In concreto? “Usare Linux è il modo scout di usare il computer”.

Ecco, non vorrei dare l’impressione di una specie di crociata moralistica.

Non c’è niente di male ad usare software proprietario (regolarmente licenziato) per le attività scout. C’è molto di male ad usare software pirata (per faccende Scout, poi…).

E’ sempre sbagliato produrre/accettare formati di dato proprietari che funzionano solo con certe versioni di certi Software Proprietari.

C’è molto di male nell’accettare un sistema in cui, dalle Mappe al Canzoniere passando per le comunicazioni e l’uso dei nostri dati personali, tutto  è ceduto alle Multinazionali del Caso.

Suggerisco ai Capi di indirizzare i ragazzi verso l’uso di software libero e formati aperti anche se non hanno specifiche competenze.

Del resto, il Capo non deve essere “un pozzo di scienza” perché il suo ruolo è quello di educatore, non di istruttore: anche in faccende tecniche come questa è  sufficiente lasciar fare ai ragazzi stessi che impareranno facendo.

Di sicuro, qualsiasi attività Scout realizzata con software pirata dovrebbe far riflettere sulla serietà della propria intenzionalità educativa.

Sono già tanti i capi ed i ragazzi che riconoscono la perfetta contiguità tra Legge, Promessa e l’uso di Software Libero al posto di quello Proprietario (si veda la bella esperienza della Pattuglia Informatica Route Nazionale del 2014).

Ma B.P. ci raccomandò: “Guida da te la tua canoa”, non: “Fatti portare (a pagamento) dove vuole il Capitale”.

Disclaimer tecnico

In questo articolo non ho dettagliato le differenze tra software libero, software libre, open source, sistemi operativi, applicativi e le varie tipologie di licenze e filosofie. Ho parlato di immunità pratica ai virus per Linux: non è un articolo tecnico ma puramente introduttivo, si lascia alla curiosità di Capi e Ragazzi approfondire le tematiche correlate.

Ringrazio Marco Fioretti per l’ispirazione ed i suggerimenti.

Angelo Giordano, Redazione Proposta Educativa, Villanova 1

Un commento a "Scoutismo e Software Libero: a che punto siamo?"

  • comment-avatar
    Paolo Maria Grossholz 24 Luglio 2020 (21:44)

    Felice che se ne parli sulla stampa associativa…ricordo una sperimentazione sul campo alla Route Nazionale…spero che dopo aver osservato e dedotto si agisca…
    Sono anni che mi domando e domando su queste cose, passiamo all’azione…

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