“Autorizzazione delle unità”: le modifiche al Regolamento

di Francesca Santeusanio

Il Consiglio Generale è “il massimo organo deliberativo dell’Associazione di cui esprime la volontà” (art. 44 dello Statuto) e ha il compito di definire le politiche e gli interventi strategici dell’Associazione e di verificarne la loro attuazione (art. 23 dello Statuto). Nel corso del Consiglio Generale svoltosi a Bracciano a inizio maggio 2025 è stata approvata la modifica degli articoli 6 e 7 del Regolamento associativo , inerenti l’Autorizzazione dei Gruppi e delle unità. Il “nuovo sistema autorizzativo” e il “nuovo percorso formativo” saranno oggetto di un monitoraggio annuale in Consiglio Generale fino al 2028. In tale sede, come previsto dalla mozione 34/2024, si procederà alla verifica finale di entrambi i processi. 

La riforma del modello formativo ha portato con sé anche la redazione di un nuovo modello autorizzativo che entra concretamente nella gestione della vita delle Comunità capi e in quella di uno staff.

Provo a raccontarvi qualcosa, attraverso il mio incarico di Consigliera Generale e, soprattutto, attraverso gli occhi di mamma Raksha che vive la vita di staff nella bellezza e nella fatica del quotidiano.

Il mio staff, composto da sette membri, è molto vario per esperienze di vita e di servizio: due capi cinquantenni e cinque poco più che ventenni; due tirocini in corso, qualche CFM di branca e una nomina a capo. Risulta chiaro come le esigenze e bisogni formativi siano – completamente diversi.

Limitazione o ricchezza? 

Sicuramente complessità e tanta diversità. Di linguaggio, di conoscenza del metodo e di applicazione dei suoi strumenti, di impostazioni culturali, di percorsi di fede, di intenzionalità educativa, di attitudini, di competenze, di capacità, di formazione globale della persona.

L’opportunità che il nuovo modello autorizzativo ci offre è proprio quella di crescere insieme e di considerare lo staff come ricchezza di esperienze, ognuno prezioso agli occhi dell’altro. Uno staff che si contamina, che riesce a formarsi , che si mette in discussione, che scopre insieme. I moduli formativi  cui siamo chiamati a partecipare inseriti in un modello formativo che non si limita a una proposta standardizzata ma che si arricchisce di tante opportunità di formazione permanente e continua, è la strada che l’Associazione sta iniziando a percorrere. 

Cosa c’è dentro il nuovo articolo 7 del Regolamento associativo?

  • C’è un mondo che cambia velocemente e io, capo educatore, devo lasciarmi interrogare da questi cambiamenti, conoscerli, leggerli e interpretarli osservando i ragazzi e le ragazze per essere sentinella capace di intercettare bisogni ed esigenze reali (I membri dello staff si impegnino annualmente a partecipare ad almeno un modulo della formazione continua, attinente alla Branca, di cui all’art. 87, e/o ai Campi di formazione previsti per il momento formativo in cui si trovano).
  • C’è che condivido una responsabilità, quella della formazione, che è singola ma allo stesso tempo collettiva. La Comunità capi garantisce la qualità e la fedeltà della proposta educativa e lo staff la persegue nel complesso delle competenze di tutti i suoi capi e non solo del singolo capo unità (La Comunità capi può affidare la conduzione di un’unità ad uno staff, di cui all’art. 31, comma 3, formato almeno da una capo e un capo con nomina nelle unità miste, o un/una capo con nomina dello stesso sesso dell’unità nelle unità monosessuali (incluse le unità “parallele” previste nel Regolamento metodologico).
  • C’è che desidero prendermi cura di me, acquisendo nuove competenze educative, cercando occasioni di nutrimento spirituale, approfondendo l’utilizzo critico degli strumenti del metodo scout e la mia competenza tecnica, anche scegliendo tra le opportunità che la Zona mi offre quella più aderente alla mia crescita di capo.
  • C’è che, anche se brevettata, non posso permettermi di sentirmi arrivata ma continuo ad approfondire e a mettermi in discussione non pensando di possedere la certezza della soluzione (I capi con nomina si impegnano a partecipare annualmente ad almeno un modulo della formazione continua, di cui all’art. 86).
  • C’è che se cresco io, cresce il mio staff, cresce la mia Comunità capi e la mia Associazione (Il Consiglio di Zona, nell’ambito delle funzioni previste dall’art. 24, comma 1 dello Statuto, supporta le Comunità capi nell’analisi preliminare della situazione formativa degli staff entro il mese di giugno dell’anno scout in corso, o comunque in un tempo utile alla programmazione dell’offerta modulare della Zona, di cui all’art. 74, comma 4). 

Spero che questa lettura generi il desiderio di cercare il Regolamento Associativo e leggere l’articolo 7, magari potrebbe accendersi di calore e di consapevolezza che l’educazione senza formazione continua manca del suo principio di realtà e che la corresponsabilità  è la spina dorsale di ogni azione educativa.

 

Con riferimento a quanto sopra, anche gli articoli 40 “Capo educatore” e 41 “Lo staff di unità” del Regolamento Metodologico possono essere utili per una riflessione sulla figura del Capo e sulle caratteristiche degli staff di unità, per meglio comprendere quanto viene richiesto ai capi che prestano servizio in unità.

 

[Foto di Matteo Bergamini]

 

 

 

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