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Che io possa andare oltre

Sei passi per costruire un’autentica relazione educativa, quella che ci chiede di camminare accanto ai nostri bambini e ai nostri ragazzi per scoprire insieme chi sono chiamati a essere. 

Funziono dunque sono?

Oggi come non mai siamo immersi in un mondo in cui anche gli uomini e le donne “funzionano” come ingranaggi di un grande sistema. C’è solo una via d’uscita per non perderci con i nostri ragazzi nel funzionalismo: l’amore.

Imparare la speranza

La Parola di Dio indirizza i nostri passi e illumina anche i momenti più bui, sostenendoci nell’imparare a camminare con speranza. Solo riconoscendo la presenza del Signore nella nostra vita potremo essere realmente profeti di speranza.

Accanto

A volte il nostro essere capi si manifesta pienamente stando vicino ai nostri bambini e ragazzi. Anche nelle relazioni in Co.Ca. è importante riconoscere quando, più che offrire soluzioni, sia necessario semplicemente esserci.

La verità della tavola

Rispetto al passato, cosa significa oggi sedersi a tavola e mangiare insieme? Quanto le nostre vite e le nostre relazioni profumano del buono del “pane quotidiano”? Come possiamo accompagnare le nostre unità a crescere nell’ospitalità della tavola?

Preziosi nel nostro corpo

Il corpo è centrale nella vita e nella storia di ognuno. Come dice Vittorio Lingiardi “Il corpo è la mappa su cui personalità e memoria – gioia, godimento e dolore – disegnano il loro viaggio”¹: ecco perché anche l’educazione non può fare a meno del corpo. 

Il tuo nome, la tua storia

La speranza è radicata nella storia di ciascuno: rileggere le esperienze vissute aiuta ad accrescere il proprio sguardo di speranza. Quanto accompagniamo bambini e ragazzi a dare un senso a quel che sentono e quel che vivono? Quanto ci raccontiamo?

Una porta che si apre?

L’incontro passa attraverso la soglia: quella dell’altro e la nostra. Una soglia da varcare dopo aver bussato, affidando a un gesto così carico di attesa, aspettative e timori. Il nostro essere capi ci chiede di essere porte aperte per i ragazzi e di bussare con dolcezza e curiosità alle loro.

Via Astalli 14

Siamo stati al Centro Astalli di Roma, sede del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, in un sabato di chiusura. Ne abbiamo attraversato gli spazi e ci siamo messi in ascolto di chi lo gestisce per poi provare a chiederci cosa sia la speranza e cosa significhi oggi sperare.

La speranza, nonostante

La paura e la mancanza di fiducia nel futuro caratterizzano il tempo in cui viviamo e rischiano di portarci all’immobilità. La speranza è il motore del cammino e ci esorta a scorgere e custodire il bello anche quando il buio sembra prevalere.