Lettera di Una Tirocinante

“Come tirocinante, all’interno di una Comunità Capi ben definita da decenni, voglio rendere testimonianza di ciò che ho vissuto e vivo da due anni a questa parte. Mi sono avvicinata allo scautismo attraverso il mio quarto figlio e ho voluto non lasciare cadere nel vuoto la richiesta di dare una mano al nostro storico gruppo scout del Taurisano 1, appartenente alla Zona Ionica. Esso è presente nella nostra comunità cittadina da oltre 40 anni tra alti e bassi, attraversando momenti più propizi e periodi di difficoltà, come si può ben immaginare sia successo all’interno di un gruppo che esiste e resiste da ben 9 lustri grazie alla tenacia dei nostri Capi, in una realtà socioeconomica e culturale tra le più complesse della provincia di Lecce. Lo scautismo lo si può incontrare fin da ragazzino o avere ancora la fortuna che faccia parte della tua vita quando sei anagraficamente un giovane o, come nel mio caso, un’ adulta. Testimonio come, incontrare gli altri Capi esperti e pronti ad indirizzarti, ad indicarti un sentiero da percorrere è un’avventura avvincente e, alle soglie dei 50 anni, può avere un sapore più pieno ed essere un luogo psicologicamente fecondo per le domande e risposte di senso che può suscitare nel profondo. Cosa costituisce la cartina di tornasole della validità di una Comunità Capi? E’ presto detto: essere il luogo dell’incontro di esistenze molto diverse che, nonostante siano espressione di diverse sensibilità, non rinunciano al confronto. La Comunità composta da uomini e donne che con la varietà di interessi e di competenze di cui ognuno è portatore, progetti, sogni da realizzare, si riconosce unita nel guardare lo stesso orizzonte. Proprio oggi, posando per una foto ricordo, avevamo di fronte l’orizzonte del nostro Mar Adriatico, subito a ridosso del Capo di Leuca, dove il Mar Ionio con esso si congiunge, in una natura padrona e madre, vivace e determinata, un incanto assoluto. Senza bisogno di parole, eravamo lì, insieme, pronti a proseguire il cammino intrapreso. Senza poter vantare una lunga esperienza, credo di aver colto il valore dell’avventura scout: voler condividere la strada, lavorare per formarsi e migliorarsi sempre ed essere parte di una grande famiglia che è al servizio di una comunità più grande. Essere uno scout è voler testimoniare la propria fiducia per l’umanità, nella speranza di fare la propria parte per il suo futuro, attraverso l’educare e l’ accompagnare le nuove generazioni che popoleranno un mondo molto diverso da quello che conosciamo. E’ lavorare fattivamente per fare propria la speranza del nostro conterraneo, inguaribile ottimista, il compianto vescovo don Tonino Bello ( sulla cui tomba papa Francesco ha pregato nell’aprile del 2018): saremo testimoni di momenti splendidi della storia! Senza sottovalutare le tante restrizioni a cui continueremo ad essere soggetti, imposte dall’emergenza Covid, non resta che augurarci vicendevolmente: buona strada!

Taurisano, 20 settembre 2020 Lara Maria Di Seclì

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