Don Lucio Gridelli 10/07/1928 – 05/02/2021

Don Lucio Gridelli ha concluso il 5 febbraio scorso il suoi 93 anni di pellegrinaggio terreno. Per quasi settanta anni lo ho avuto come compagno di strada e di impegno associativo.
Ordinato sacerdote nel gennaio 1951, a 22 anni, il suo primo parroco lo destina all’assistenza spiritale degli esploratori, incarico che accetta per obbedienza, quasi controvoglia.
Poi, l’innamoramento per lo scautismo che non lo abbandonerà più.
Appassionato della montagna, raggiungeva appena possibile con la sua Guzzi 500 (“La Rossa”) gli amici di cordata per qualche ascensione di cui scattava foto e diapositive con l’immancabile vecchia Voitlander. Ancora in tarda età volle ripetere con vecchi e nuovi amici alcune delle sue più importanti salite.
Prete da appena sei mesi, al suo primo campo di reparto con il “Trieste 6,- san Giusto”, ha guidato i più grandi in cima al monte Popera, a oltre tremila metri. Quando un improvviso temporale ha complicato il rientro e per tornare al campo abbiamo camminato una ventina di chilometri, nel percorso, mentre cala la notte, ci intratteneva parlando dei monti come di amici, citandone nomi, percorsi, panorami, ferrate e scalate…
Ha sempre accolto e donato ciò che Dio gli proponeva e tra i giovani ha vissuto tutta la sua vita.
Prima di tutto con gli scout: sarà Baloo (il suo ultimo campo a 91 anni), impegnato nel Noviziato e coi Rover (Convegno Nazionale Rover Assisi-Roma, 1959), assistente del primo esperimento di Clan misto in Regione, (prima della fusione ASCI-AGI), Assistente di Zona e poi Regionale; impegnato nella conduzione di Campiscuola Regionali e Nazionali (Colico) e fine settimana di approfondimento biblico (Clan dello Spirito), campi “Ora et Labora” per la branca RS ad Assisi (san Benedetto), Boscoverde (nel Tarvisiano), Bevagna.
Aveva una spiritualità profonda e concreta, senza fronzoli. Ricordo con riconoscenza quando ci ha insegnato a pregare il Padre Nostro insistendo sulle singole parole, pronunciate in modo non affrettato e anonimo ma da assaporare una per una.
Ha conosciuto e mantenuto legami in ambito scaut con i fratelli Ghetti, Giancarlo Lombardi, Ottavio Losana, don Sergio cardinale Pignedoli, per citare i nomi storici più noti.
Come direttore del Convitto “Semente Nova” (presso l’Opera Figli del Popolo) e del Villaggio del Fanciullo ci ha coinvolti come animatori.
Per alcuni mandati è stato Presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero.
Si è laureato in Matematica e Fisica su pressione del Vescovo Santin (di cui era segretario e che lo voleva insegnante nel Seminario diocesano) discutendo la tesi con la famosa astrofisica Margherita Hack e coltivando con lei, dichiaratamente atea, un rapporto durato nel tempo.
Apprezzato docente al Liceo Scientifico, prediligeva la Fisica come terreno di riflessione e di rapporti. Ha ritrovato suoi alunni quale responsabile del Centro Pastorale Universitaria dove ha coltivato con gli studenti amicizie durature, spesso chiamato a celebrarne le nozze e a battezzarne i figli.
Presso lo stesso Centro ha organizzato conferenze e incontri con prestigiosi relatori, curandone le pubblicazioni.
Una attività densa e fruttuosa, interrotta con umiltà nel 2015 per la inaspettata decisione del nuovo Vescovo di privarlo di questa esperienza. E’ stata questa motivo di una sofferenza dalla quale ha fatto fatica a riemergere, sballottato alla ricerca di una sistemazione alternativa; ma ha sperimentato nel trasloco l’affetto di scout, studenti e amici, fedele “manovalanza” che ha smontato e rimontato biblioteca e scaffali classificando i libri dell’imponente biblioteca prima di archiviarne molti per mancanza di spazio.
Educatore per vocazione, ha animato una rete di giovani coppie con le quali discutere e impostare percorsi di maturazione sulle problematiche del matrimonio, dedicando a tutti lo spazio tempo loro necessario e rispettandone i tempi di crescita.
Don Lucio è stato una figura molto nota, non solo a Trieste, anche perché per anni ha commentato il Vangelo sulle emittenti televisive locali e per la Radio Rai regionale. Le sue omelie erano molto apprezzare per la concisione, la ricchezza di contenuti, la precisione biblica, la ricchezza di spunti sollecitata dall’attualizzazione per collegare la Parola di Dio alla realtà del quotidiano. Le sue non erano prediche ma conversazioni preparate con scrupolo. Già dal 2001 aveva cominciato a inviarne via email gli appunti a pochi amici, poi diventati tanti, dal Trentino alla Sicilia. L’ultimo invio a inizio gennaio 2021.
Fedele nell’amicizia, ogni conoscenza aveva per lui il sapore di un incontro. Per tutti è stato confidente, consigliere, amico. Manteneva e curava rapporti sinceri, seguiva con disponibilità, discrezione e rispetto anche confratelli che avevano abbandonato il sacerdozio.
Non ha cercato, ne ottenuto, prestigiosi riconoscimenti, al di fuori di quelli dell’amicizia. Non è stato fatto “monsignore”, almeno che si sappia. Ma l’anno scorso, per il suo 92° anno e sesettant’anni di impegno in ASCI e AGESCI, il Capo Scaut Fabrizio Coccetti gli ha consegnato un attestato di benemerenza del Movimento.
In vista del traguardo dei 70 anni di sacerdozio l’ho incontrato per l’ultima volta.
Lodevole e commovente la partecipazione di tanti confratelli preti in gara a supportalo e informare gli amici sulla sua degenza in clausura causa la congiuntura epidemica.

Claudio Gasparo

Gli articoli della sezione “La parola ai Capi” sono opinioni personali dei singoli autori. Non rappresentano la voce di Pe né di AGESCI”.

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