FACILE DIRE SERVIZIO

di Anica Casetta

Ma io? Ma quando? E se?

 

Con l’aiuto di Dio, prometto sul mio onore di fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza, per osservare la Legge scout. 

Ogni volta penso: è tanta, tanta roba! Riguardo al servizio la nostra Promessa non lascia scampo: orizzonti chiari e indirizzi precisi. E la Legge rincara la dose: anche lei trasuda servizio e pare quasi offrire lezioni di stile su come farlo.

Ma proviamo a rileggere la Promessa con gli occhi del nostro tempo. Mio onore… mio meglio… mio dovere. Devo essere il meglio e fare il meglio, in ballo c’è il mio onore. Verso Dio… verso il mio Paese… per aiutare gli altri. Il focus cambia, non sono più solo io.

Ma. Ma come posso pensare ad altro o ad altri se già fatico a badare a me e alle mie cose? Quando sarò sistemato allora magari potrò guardarmi intorno. Ora resto concentrato su di me, devo farlo per dare il meglio altrimenti non passo il test d’ingresso all’università, non mi laureo, non mi rinnovano il contratto… Sono vittima di un egoismo funzionale, devo sopravvivere a me. Poi magari potrò iniziare a vivere anche fuori da me stesso, allargando la mia visione, preoccupandomi anche della vita degli altri. E se questo poi non dovesse arrivare? Se tutto si risolvesse nel cercare risposta alla domanda “cosa mi può dare la vita”, senza poter (o voler) scoprire il gusto pieno di “cosa posso dare io alla vita?”

Baden Powell la buona azione l’aveva pensata proprio bene. Non solo è anti egoistica, ma è volontà, è protagonismo, è coraggio, è dignità. È tutt’altro che annullarsi per l’altro, ma è esserci con l’altro. Serve aspettare poi per esserlo?

 

In ogni circostanza. È un mondo, è troppo, forse è fuori dalla mia portata, ma quello che è certo, è che non potrò dire che mi è mancata la possibilità. Quel “in ogni circostanza” credo possa diventare raggiungibile se diventa sempre. E una cosa è sempre se fa parte di me, del mio essere, se è il mio stile. È lo stile con cui vivo il mio essere cristiano, il mio modo di rendere migliore il mondo… con l’aiuto di Dio.

Se così è, le circostanze non mi sfuggiranno perché i miei occhi e il mio cuore sono programmati per percepire, per accogliere, per un’umana responsabilità.

Ma. Ma siamo pratici e concreti: tutto ciò quanto tempo richiede?

In questo tempo fatto di frequenti personali cambi di rotta, di ritmo, di priorità, di spostamenti più o meno programmati, di incastri quotidiani, come posso dare uno spazio al servizio? Chissà per quanti di noi, fin da piccoli, il mantra “se ti prendi un impegno lo devi portare avanti” ha avuto un peso importante nelle scelte e ha condizionato il modo di approcciarsi alle possibilità che la vita ci ha posto davanti. E oggi vale ancora? Citando Papa Francesco, qui stiamo parlando di «mettere il cuore in gioco per gli altri». Se questo è quel fantomatico impegno da portare avanti, sarà un cambio di città, un cambio di giornata del rientro a scuola, un cambio turno a farlo saltare? Nel tempo delle mille opportunità, questo mio impegno potrà avere altrettante possibilità per essere onorato?

 

Per compiere il mio dovere verso Dio. B.-P. ne Il libro dei capi la tocca piano: «Significa non solo affidarsi alla sua bontà, ma fare la Sua volontà praticando l’amore del prossimo». Benissimo.

Ma. Ma se poi succede che non sono capace di capire di che cosa ha bisogno chi ho davanti? Che quello che ho fatto non ha aiutato? Che mi affeziono? Che il pensiero mi accompagna anche una volta a casa?

Quante paure! Questa faccenda del servizio pare rischiosissima. Finisce che mi carico sulle spalle vite non mie, altre fatiche, altri pensieri, emozioni che scombussolano, quando pensavo di averne già abbastanza. Sono disposto a rischiare con l’altro e per l’altro in nome dello spirito di servizio?

Se lo spirito di servizio apre il cuore alla presenza di Dio e fare la sua volontà è praticare l’amore per il prossimo potremmo ritrovarci in un circolo vizioso, in cui il vizio di servire diventa vocazione al servizio capace di portarci oltre noi stessi, di vivere il tempo con pienezza e di accettare i rischi. Siamo pronti?

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