Benvenuti al Nord …e anche al Sud

di Angelo Giordano

Tutte le Co.Ca. sono felici a modo loro, si sa. Ma tra Nord e Sud quanto sono diverse? A disparità socioeconomiche come tra Matera e Bologna, o tra il Friuli e la Provincia di Taranto, corrispondono differenze nelle rispettive Comunità capi? Intervista doppia a un capo del Sud che fa servizio al Nord e (sì, esistono) un capo del Nord che si è trasferito al Sud.

Beh, dicci qualcosa di te…

Alberto: Mi sono trasferito nell’agosto del 2020 da un piccolo comune del Friuli Venezia Giulia a Sava (provincia di Taranto). In Friuli, ho trascorso tutta la mia “vita associativa”, da piccolo lupetto a Consigliere Generale. Ora sono Kaa nel branco del Sava 2.

Angelo: Sono a Bologna dal 2013 e in servizio nel Villanova 1 dal 2014. Vengo da Matera dove sono stato capo E/G ed R/S. Attualmente sono Babbo Scoiattolo nel Cerchio dei Ciclamini.

Il primo impatto con la tua nuova Co.Ca.?

Alberto: Mascherato e distanziato a causa delle regole imposte dal periodo che stiamo vivendo. Ad alta assunzione di carboidrati per l’accoglienza a base di pucce salentine. Ho trovato una Co.Ca. simile a quella di provenienza, per numero di capi, per età media e per la peculiarità della provenienza di capi da gruppi diversi. Ho trovato grande disponibilità da parte della Co.Ca. nell’aiutarmi e a coinvolgermi nell’inserimento nel tessuto sociale del paese.

Angelo: Rumoroso! Abituato ai piccoli numeri della mia Comunità Materana trovarmi in un cerchio con più di trenta persone mi ha spiazzato: mi sembrava di essere in una assemblea di Zona. A Matera ero tra i più giovani della mia Co.Ca. mentre, a Bologna, mi sono trovato, all’improvviso, con l’età giusta per essere il papà di molti capi. Bologna è una città di immigrazione lavorativa ed universitaria: qui, dopo la Partenza, non si deve fare la valigia per studiare o lavorare.

Quali sono, se ce ne sono, le differenze tra Nord e Sud?

Alberto: Vivo da un solo anno il servizio nella nuova realtà e, rispetto alla mia precedente routine associativa, il grande cambiamento riguarda alcuni tempi che risultano diversi per il generale slittamento in avanti degli orari della vita quotidiana. Il dopocena, qui in salento, arriva a sera inoltrata e, per questo motivo, le mie riunioni di Co.Ca. e di staff terminano all’ora in cui ero solito iniziarle. Questo aspetto risulta essere un punto di pregio poiché rende gli incontri concisi e proficui senza che il piacere e la gioia di stare insieme vengano limitati. Emerge comunque chiara e inequivocabile l’universalità del Metodo scout e della sua importanza pedagogica, aspetto che contraddistingue lo scoutismo a ogni latitudine. Sono convinto che, nelle cerimonie, nelle tradizioni di gruppo, ecc. avrei trovato sfumature diverse anche nel gruppo distante 10 km ma questa è la ricchezza dello scautismo!

Angelo: La differenza più evidente è l’età media dei capi che fanno servizio in unità. Secondo la mia esperienza, è molto più bassa al Nord che a Sud eccetto le grandi città come Napoli, Bari o Palermo. La mia impressione, che mi piacerebbe confermata o smentita da statistiche (sì, sono un fan degli Opendata pure agli scout) è che al Nord il turnover sia alto tra i giovani capi.

Al Sud, spesso, le Co.Ca. sono tenute in piedi da capi maturi e da genitori volenterosi. Però, quando si va alla sostanza, la differenza è impercettibile, tanto impercettibile che mi riesce di a descriverla solo ricorrendo ad una analogia. Avete presente la canzone La Gioia? Beh, tra Matera e Bologna gli accordi sul canzoniere sono gli stessi, ma il ritmo della musica no. Si tratta di abituarsi a sfumature differenti e a un linguaggio un po’ diverso. Ma la musica è la stessa.

Cosa porteresti dalla tua vecchia Co.Ca. nella nuova?

Alberto: La progettualità, la lungimiranza e la capacità di osservare e confrontarsi costantemente.

Angelo: La capacità di fare di necessità (il numero di capi sempre risicato) virtù: concentrarsi sull’essenziale per mantenere sempre elevata la qualità dell’offerta di scoutismo per i ragazzi. E mi piacerebbe vedere molti capi maturi nelle unità.

E cosa riporteresti indietro?

Alberto: L’essenzialità e la capacità di essere sintetici (ci credereste??) e qualche giorno di sole.

Angelo: Gli emigrati e (sembra strano) la volontà di infilare un po’ di convivialità sempre e ovunque.

[Foto di Nicola Cavallotti]

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