GRAZIE VALERIO, “NON UNA CONCLUSIONE, MA UN INIZIO”

Caro Valerio

I giorni trascorsi dal tuo ritorno alla casa del Padre sono stati per noi di profondo dolore al solo pensiero che non potremo incontrarci, confrontarci, promuovere azioni e iniziative per le quali hai impegnato la tua vita.

Avvertiamo tutti il vuoto di chi ci ha lasciato, in punta di piedi, generoso e solidale costruttore di tante iniziative, come quella della “casa don Diana” aperta alle associazioni di promozione sociale e ai movimenti culturali impegnati nella lotta al clan dei casalesi e non solo, non dimenticando mai di offrire alternative orientate ad elevare la dignità delle persone e la promozione delle Terre di don Diana.

L’Agesci con te perde un testimone degli ideali Scout, che hai incarnato nella tua vita.

Come ha scritto Manlio, un tuo fratello di strada, “Quest’anno nei documenti preparatori del Consiglio generale tra le altre cose ci parlano di capo testimone… Tiè.. Fatto… Per me potete pure mettere direttamente la foto di Valerio sullo statuto.”

Per te Valerio il Patto Associativo, in tutte le sue articolazioni, è stato un progetto di vita. In cui la scelta Cristiana dava spiritualità all’azione Politica e dove la stessa non rendeva bigotta la scelta Cristiana. Nella profondità della scelta scout c’era tutto il tuo essere testimone e costruttore di progetti aggreganti.

Peppe Pagano, animatore delle Terre di don Peppe Diana, una volta affermò: ”Valerio ci ha insegnato a stare insieme, a volerci bene e ad organizzarci, per noi tutto questo fu un vento di novità ed a tratti anche rivoluzionario. Non c’è niente da fare, l’essere capo scout lo tiene nel DNA della sua quotidianità”.

Avevi uno spiccato senso di autorevolezza, in un territorio in cui il carisma aveva ben altre connotazioni, dove per generazioni il carismatico era il boss, con l’uso della violenza, della prepotenza e con un senso dispregiativo della vita.

Lo spartiacque della tua vita è stato l’omicidio di don Peppe Diana, maturato in una terra ed in un contesto sociale gravemente condizionato dalla criminalità organizzata.
Questo era il tessuto sociale in cui don Peppe Diana, svolse il suo ministero Pastorale.

Tu Valerio sentisti tutta la responsabilità di quel sacrificio, riuscendo ad incarnare l’inscindibile binomio “Memoria ed Impegno”. Lo hai fatto con un amore maturo, saldamente lungimirante e nel contempo progettuale.

Tu Valerio sei stato come il Cireneo, perché quella mattina del 19 Marzo, quando don Peppe Diana “ cadde “ per mano della camorra, ti mettesti sulle tue spalle lo zaino rosso di Don Peppe, per continuare il cammino verso la resurrezione del tuo territorio. Durante questo cammino, in 26 anni, insieme ad altre persone, animate dallo stesso desiderio avete iniziato a sognare le Terre di don Peppe Diana.

“ Il prendersi cura degli altri” è stata la tua bussola nel servizio educativo in Agesci e nel ruolo di Referente Provinciale di Libera Caserta e del Comitato don Peppe Diana. Hai vissuto in pienezza l’ultimo messaggio di B.P. Se si vuol toccare con mano cosa vuol dire “ lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”, vi aspettiamo sulle Terre di don Peppe Diana!!!

Tu Valerio nella regione Campania hai dato forza al settore PNS, oggi GPN. Il settore per Te era il modo di incontrare persone diverse, confrontarsi ed arricchirsi di nuovi strumenti, osservare da diversi punti di vista; non sappiamo quanto Tu fossi consapevole che eravamo noi ad arricchirci del tuo modo di guardare il mondo. Quando eri incaricato regionale invitavi agli incontri di pattuglia nazionale qualche capo in cui avevi notato un interesse o una certa sensibilità, perché gli piaceva condividere pensieri ed incontri. Perché Tu Valerio sapevi leggere le persone pur essendo un pò orso, entrando in empatia con esse, trovavi il canale perfetto per cui quella persona si trovava davanti un maestro che sapeva ascoltarti e dare forza alle tue parole. Hai sempre creduto nella “forza del branco”, la comunità. Chiunque Ti ha incontrato è entrato a far parte di una grande comunità. Ed è proprio in comunità che hai voluto condividere l’ intuizione del cantiere nazionale per RS “Da terra di camorra a Terre di Don Peppe Diana”. “Dobbiamo far vivere ai ragazzi le terre di Don Peppe, devono toccarle con mano, vivere delle esperienze sui beni confiscati, così tornando a casa potranno osservare diversamente il loro territorio” ci dicevi e non lo facevi solo per fare memoria di Don Peppe Diana, ma perché da quella esperienza dolorosa avevi compreso che ogni territorio aveva una battaglia da combattere, e solo creando una grande rete si può sperare di vincerla. Per 7 anni hai fatto vivere a 100 ragazzi ( il numero dei partecipanti al cantiere dal 2011) ma anche a tanti capi l’esperienza del cantiere. Quasi tutti sono ritornati sulle Terre con le proprie comunità per attestare quell’impegno preso, e per potersi abbeverare di nuovo delle tue parole che davano carica e speranza “al calcio all’impossibile”. Il cantiere era la tua grande gioia, la festa da condividere anche con la famiglia perché sei stato testimone anche di questo, grande marito e forte papà.

Caro Valerio, fratello e amico indimenticabile

troviamo conforto soltanto nell’essere certi che il Tuo impegno sarà di esempio per accrescere la folta schiera di nuovi “Partigiani del Bene” pronti a salire sui tetti per rinnovare la testimonianza di don Peppe Diana: “Per Amore del mio Popolo, non tacerò.”

Sappiamo che, alla sofferenza dei tuoi cari, non basterà sentire parole accorate per alleviare tanto dolore ma servirà sapere che tu Valerio continui a vivere nelle nostre menti e nei nostri cuori.

Come ci ha scritto la tua meravigliosa moglie Alessandra “Ritrovate l’entusiasmo che vi lega, ritrovate quel senso che vi faceva fare tante cose belle ed utili per questo mondo. Valerio ne sarà contento e continuerà a sorridere.”

Ecco Valerio ci lascia una grande eredità e tanti sogni come quello rivolto all’AGESCI di realizzare una ulteriore “AZIONE DI CORAGGIO”, far si che si concretizzi a Casal di Principe la nascita di un gruppo scout o come quello che venga riconosciuto il suo martirio e sia finalmente aperto il processo per la beatificazione di don Peppe Diana o come il riconoscimento di testimone di giustizia ad Augusto Di Meo, in quanto testimone oculare dell’omicidio di don Peppe Diana o, infine, come quello rivolto nel documento degli “Stati Generali delle Terre di don Peppe” agli amministratori , alle associazioni e ai portatori di interesse del nostro territorio a costruire Il futuro delle nostre comunità essendo artefici e protagonisti dello sviluppo.

Spetta ad ognuno di noi fare la propria parte. “Forse siamo in ritardo, ma siamo ancora in tempo”.

Gabriella Patricolo, Michele Martino e Peppe Vozza

Cantiere RYS “ Da terra di camorra a Terre di don Peppe Diana”.
Tappa presso il Santuario Madonna Di Briano

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