Annunciaziò Annunciaziò: Il problema fede non esiste

di Oscar Logoteta

Tantissime volte mi è capitato di sentire le seguenti affermazioni: «Scoglio fede», «problema fede», «la fede è il mio punto debole». Allora: la fede. Quanto incredibilmente ci complichiamo la vita. Ne inventiamo di tutti i tipi: leggiamo il Piccolo Principe e ci facciamo fior fior di catechesi. Cerchiamo poesie dal lontano Oriente o testi ultramoderni, e ci facciamo catechesi. Ma, comunque, lo scoglio più grosso è «non so se credo».

Allora, annunciaziò annunciaziò: NON ESISTE ALCUN PROBLEMA FEDE. Sapere perché? Perché Dio ci ama, perché è Padre e anche Madre. Ci ama in maniera incondizionata. Spesso il problema fede è «non ho sbatti di andare a Messa» e anche qui, noi capi ci dovremmo interrogare un attimo perché se vogliamo che una pianta sia verde e rigogliosa – noi e la nostra fede – dobbiamo di tanto in tanto ricordarci di dare l’acqua – raga, andare a Messa e superato lo scoglio – questo sì! – della pigrizia… Si può fare.

D’altro canto, ho una discreta quantità di amici che si ritengono atei – ma tanti, eh – che sono molto più cristiani di tantissime persone che ogni domenica presenziano alle prime file della chiesa. Insomma, siamo già scesi nel dettaglio. Ritorniamo un gradino sopra: Dio ci accoglie e ci ama in maniera incondizionata. Mi viene in mente spesso, ripensando a questo concetto, una canzone che nel mio gruppo è stata portata da un vecchio capo amico – a cui voglio molto bene – che recita: l’Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa – sì, è tipo coro da stadio, ehm, dicevo – aaaaaaaaaaaaaamore di Dio è meraviglioso, l’amore di Dio è meraviglioso – per tre volte per poi aggiungere Grande l’amore di Dio. Poi continua: Coooooooooooooooooooooo – sì, sempre il coro di prima – …oooooooosì – e qui, ascoltate bene – Grande che non posso stare al di fuori lui, così alto che non posso stare al di sopra di lui – e, dulcis in fundo – così basso che non posso stare al di sotto di lui – e infine – grande è l’amoreee di Dio!

Il concetto è proprio questo: siamo coinvolti in questo amore travolgente e la Parola è il modo più facile – raga, FACILE – per capirlo, tipo: «AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO». Oppure, c’è un passaggio nei Vangeli che dice «VI DO UN UNICO COMANDAMENTO: AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI COME IO HO AMATO VOI». E Gesù, che è Dio, che è padre ed è anche madre – e che fosse anche madre, il primo a dirlo urbi et orbi è stato il grande Papa Giovanni Paolo I – ci ha amato e ha dedicato la sua vita per noi, come noi faremmo per i nostri amici. Tutto qui, se così si può dire. Insomma, piantiamola di continuare a dirci che abbiamo lo «scoglio fede». Dobbiamo essere noi i primi a voler essere accolti – e noi di Proposta educativa, ci abbiamo dedicato un numero intero. Ricordo in un bel racconto di Guareschi, della saga di don Camillo, che Gesù, a un certo punto, smette di parlare al forzuto e passionale don Camillo. Poi, ad un tratto, ritorna a sentirlo. E Dio dice al caro don Camillo: «Io continuavo a parlarti, ma tu non mi sentivi». Apriamo le orecchie, ma soprattutto, apriamo il nostro cuore a Dio affinché ci possa accogliere.
Ah, e il canto di prima finisce con: Grandeeeee è l’amoooore di Diooooo!

[Foto di Nicola Cavallotti]

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