Qui e ora

QUI E ORA

Ci sono giorni

Valeria Leone

Filtra la luce del sole tra i rami degli alberi, scalda la pelle sotto i vestiti, carezza il viso; guarda i fiori come puntinano i prati, il cielo è sgombro, respira. La terra profuma di primavera, c’è vita tutto intorno. La senti anche tu? Si apre sul tuo volto un sorriso, la senti, lo vedo, che bella che sei quando ridi.

Filtra la luce del sole tra le fessure della persiana, la camera è opaca, senti freddo, ti stringi nella coperta ancora un po’, arrivano rumori da fuori – vociare di bambini, un cane abbaia, dialogano garruli uccellini, sfreccia un motorino. Respira. Un po’ più piano. Non posso, mi scoppia il cuore. Respira. Piano. Chiudi gli occhi, piangi, lasciatemi in pace.

Ci sono giorni luminosi e giorni furiosi.

Ci sono giorni in cui pare di volare leggeri sui pensieri, sulle fatiche, sulle cose da fare.

Ci sono giorni in cui siamo solo i nostri pensieri, le nostre fatiche, le cose da fare.

Ci sono giorni sereni e giorni stretti di tristezza.

Ci sono giorni di soddisfazione, di successi, di traguardi, di risultati ottenuti.

Ci sono giorni di frustrazione, di fallimenti, di aspettative infrante, di prospettive da rivedere.

Ci sono giorni caldi d’amore, in cui ci raggiunge il bene che sappiamo e quello che non ci aspettiamo, giorni in cui ci sentiamo davvero noi.

Ci sono giorni bui, in cui non serve nemmeno chiedersi cosa abbia più senso, perché niente sembra avercelo; giorni di solitudine, talvolta voluta, talvolta subìta.

Ci sono giorni in cui ogni cosa è al suo posto, in cui si fa spazio un’idea nuova, in cui un progetto prende forma, in cui il futuro si affaccia possibile.

Ci sono giorni in cui fermarsi fa paura, perché ovunque lo sguardo si posi, trova solo sbagli, rimorsi, rimpianti, in una totale incapacità di andare avanti.

Ci sono giorni a cuore aperto in cui troviamo le parole che raccontino come stiamo, in cui sappiamo vivere per chi siamo insieme agli altri, in cui ci appartiene la vita che abbiamo.

Ci sono giorni chiusi, in cui indossiamo il nostro miglior viso di circostanza e in cui siamo pronti a rispondere bene, grazie, ma certo, volentieri, che nessuno come noi è il miglior attore di se stesso – o del personaggio che gli è stato messo addosso.

Ci sono giorni in cui ci confidiamo, in cui lasciamo che qualcuno guardi al cuore di noi, in cui consegniamo parte di chi siamo con fiducia e un po’ di necessaria ingenuità.

Ci sono giorni in cui neghiamo, minimizziamo, innalziamo muri, ci barrichiamo, non permettiamo a nessuno di fermarsi accanto a noi.

Ci sono giorni in cui ci abbracciamo, in cui ci guardiamo allo specchio con un sorriso, in cui pensiamo al nostro corpo con gratitudine, in cui ci vogliamo bene.

Ci sono giorni in cui ci facciamo male, in cui vediamo solo il peggio di noi, in cui ci trascuriamo, ci maltrattiamo, ci feriamo, ci disprezziamo.

Ci sono giorni in cui ci affidiamo, in cui un grazie si fa preghiera, in cui la Parola ci rivela la bellezza inattesa della nostra vita, in cui Gesù è compagno di strada – anche solo intuito.

Ci sono giorni in cui ci allontaniamo, in cui ci mettiamo ai margini, in cui la fede diventa per noi giudizio, in cui il senso di colpa prevale sulla promessa d’Amore.

Ci sono giorni in cui non vediamo l’ora: di andare in uscita, di condividere un’esperienza con la Comunità capi, di ragionare di pattuglia, di preparare un momento formativo.

Ci sono giorni in cui ci pesa. Tutto. Anche i bambini, anche i ragazzi, la Comunità capi non ne parliamo. Giorni in cui basta, lascio, non do più la disponibilità, mi dimetto.

Ci sono giorni in cui la vita accade, finalmente. Giorni in cui succede quel che speravamo da tempo, giorni in cui ciò per cui abbiamo tanto lavorato si verifica, giorni in cui il futuro si fa presente.

Ci sono giorni in cui la vita accade, purtroppo. Giorni in cui succede quel che non avremmo mai voluto, giorni in cui ciò per cui abbiamo tanto lavorato crolla, in cui il futuro si fa angoscia.

Sono i giorni che hai, anche quando è difficile, anche quando stai male, anche quando non ne puoi più. Lascia che passino, ma non lasciare che scivolino via, fermati presso di loro, abbracciati forte, tieni il bello che c’è – seppur piccolo. Segnalo: sul quaderno, sul telefono, nei pensieri prima di dormire. Scoprirai molto amore in piccole cose, riparti da lì, è dove sei davvero.

 

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