Oltre

OLTRE

Valeria Leone

Sulla Treccani si legge: “Avverbio. Più là (o più qua) di un certo limite, spaziale, temporale o ideale”. L’avverbio è una parte del discorso che determina il verbo e l’Oltre che abbiamo scelto come titolo ci sembra possa qualificare il nostro agire educativo.

È l’oltre del vivere la propria vocazione di Claudia e Melania, Piccole sorelle di Gesù, che abbiamo incontrato di redazione. Un oltre che le porta a spendere una vita accanto a persone tanto diverse da loro, nell’incontro autentico con l’altro che si fa ricerca di Gesù, “il mistero senza fondo”.

È l’oltre del posare lo sguardo sul nostro modo di fare servizio. Che stile abbiamo nell’andare in luoghi che non conosciamo? Siamo quelli che “frastuonano” del loro desiderio di “fare servizio” o quelli che si avvicinano piano, si mettono in ascolto e imparano una lingua e i suoi gesti?

È l’oltre del porsi in relazione con l’altro e con i suoi confini, un incontro che spesso ci permette di conoscere meglio anche i nostri, di confini. Sentirsi visti e riconosciuti nei propri spazi di disponibilità e di ignoto è un modo prezioso di camminarsi accanto, non solo in ambito educativo.

È l’oltre dell’essere Associazione di frontiera. Analisi, riflessioni e progetti fanno parte del nostro modo di stare nelle sfide della complessità odierna. L’invito che ci facciamo è di “assumere la responsabilità delle sentinelle: restare vigili, fiduciosi, capaci di annunciare che il giorno è vicino”.

È l’oltre dell’essere Chiesa oggi, del provare a sentirsi parte viva di una casa che vuole essere tale, anche quando – come in ogni famiglia può capitare – ci si sente un po’ distanti, un po’ soli e si ha magari voglia di cambiare aria. È un invito a ritrovarsi nel Vangelo, a essere costruttori di ponti tra chi si sente “dentro” e chi più “fuori”.

È l’oltre dell’abitare il nostro territorio. Dell’uscire dalle sedi in cui siamo soliti incontrarci e aprirci al mondo. È un oltre difficile da immaginare, perché ci obbliga a ripensare il nostro modo di fare, ci chiede di non preoccuparci troppo di essere “fedeli al metodo” per fare del buono scautismo, ma di lasciare un vero segno nel mondo anche attraverso il metodo scout.

È l’oltre dell’esplorare i confini delle sfide educative, qualunque esse siano. Perché non c’è una classifica di dove lo scautismo serve di più, perché la nostra proposta non “vale meno” in contesti agiati o nella tranquilla vita di provincia, perché l’educazione è necessaria dovunque ed è un diritto di ogni bambino e di ogni ragazza di questo Paese. E prendersene cura è un dovere di ogni persona adulta, come e quando può, a prescindere dal fatto che abbia un fazzolettone al collo.

È l’oltre del porre domande vere ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze. Domande capaci di far fare loro un passo oltre, nella comprensione di se stessi e alla ricerca del loro posto nel mondo.

È l’oltre dello stare con consapevolezza nella “propria frontiera”. È la capacità di vivere la propria adultità come punto di partenza dell’accompagnare i più giovani a riconoscere cosa abita il loro animo in profondità e cosa muove la loro vita.

Insieme a Proposta educativa trovate le Strategie Nazionali di Intervento (SNI) elaborate e approvate dal Consiglio Generale 2025, che raccontano di cosa – come Associazione – vogliamo prenderci cura nei prossimi quattro anni. Il Consiglio Generale aveva come titolo “Custodi di sogni”, che è quello che come capo e capi siamo chiamati a essere per i nostri ragazzi e ragazze. Per custodire i sogni è importante permettere loro di fiorire in un contesto fertile, di pace. E come si legge nella prima SNI Teniamo per mano la Pace Custodire il bene nelle ombre della Storia: “Una pace che non è solo assenza di guerra, ma stile di vita radicato nella giustizia, nel rispetto della dignità di ogni persona e nella cura delle relazioni”. Cura delle relazioni, anche per “testimoniare una felicità che nasce dal riconoscimento reciproco, scegliendo ogni giorno la via del noi invece di quella dell’io; una scelta profetica che l’Associazione è chiamata a incarnare come segno controcorrente in un mondo spesso segnato dal giudizio, dall’individualismo e dalle logiche performative” (dalla seconda SNI La via del noi Custodire per essere persone felici).

Impegniamoci allora a custodire il Bene e le persone che la Strada ci fa incontrare, facendo così quel passo oltre che l’Amore ci chiede.

—-

Con questo numero diamo il benvenuto a Gianrico Di Fonzo, nuovo membro di redazione. Grazie per aver scelto di mettersi a servizio con noi.

Tutti gli articoli