Mario Sica ci restituisce Mario di Carpegna

 

di Lucio Costantini

Cent’anni fa nasceva l’ASCI e con essa lo scautismo cattolico in Italia. La penna infaticabile di Mario Sica, ben noto per la sua Storia dello scautismo in Italia che sta per approdare alla quinta edizione, non poteva trovare occasione migliore di questa per offrirci un ritratto a tutto tondo del suo fondatore (Mario Sica, Mario di Carpegna. Mondo cattolico e scautismo. Edizioni scout fiordaliso, Roma, 2015, Euro 26.00).

Quando tempo fa l’autore mi anticipò che stava lavorando a tale biografia, mai mi sarei immaginato che ne sarebbe uscita un’opera densa, circostanziata, ricca di dettagli sulla figura e la vita di un personaggio che ha dato molto al nostro scautismo, caratterizzandolo fin dalle origini in modo del tutto peculiare; la sua fatica è stata sicuramente notevole, anche perché le notizie relative alla vita di Mario di Carpegna sono scarse e scarne, essendo andato quasi interamente disperso il suo archivio personale.

carpegnaIl testo, scritto con stile gradevole e piano, contrappuntato da note di approfondimento che meglio contestualizzano le vicende narrate, prende le mosse dal momento storico, marcato da cambiamenti indubbiamente epocali, che caratterizzarono Roma a ridosso della sua erezione a capitale del più allargato Regno d’Italia, periodo nel quale, era il 1856, nacque Mario di Carpegna. Le vicende seguono il percorso di crescita del personaggio centrale del testo – studente, laureato in giurisprudenza, marito affettuoso, padre segnato insieme alla moglie dalla perdita dell’unico figlio di appena cinque anni, evento che forse inciderà sul suo volto il mesto, ben noto sorriso – e si allargano a quelle storiche, politiche e sociali della capitale e della corte pontificia.

Mario di Carpegna, pur se non fu una personalità eccelsa, diede tuttavia il meglio di sé nella vita extrafamiliare come professionista impegnato in prove di giornalista prima, di apprezzato politico locale poi e, inoltre, come ufficiale delle Guardie Nobili Pontificie ove ebbe anche incarichi diplomatici. Questa sua possibilità di essere parte viva del “palazzo” pontificio agevolò i suoi rapporti con diversi pontefici e gli fu indubbiamente di aiuto quando pensò di dare vita a un’associazione autonoma di scout cattolici.

Sportivo, amante della vita all’aperto, salutista, assunse nel 1907 la presidenza della neonata FASCI, Federazione Associazioni Sportive Cattoliche Italiane, in un momento in cui le attività sportive, nei loro molteplici aspetti, si stavano diffondendo sempre più. La FASCI sarà la culla dello scautismo cattolico Italiano.

Mario Sica aveva già affrontato nella sua pregevole Storia dello scautismo in Italia, l’origine assai laboriosa e contrastata dell’ASCI, ma in queste pagine ci prende per mano e ci fa comprendere quanto la personalità di Mario di Carpegna, la sua determinazione, la sua conoscenza diretta dei testi di Baden-Powell, incisero nell’ideazione e poi nella strutturazione di un’associazione scout che volle, fortissimamente, diversa dalla proposta del CNGEI.

Dalle pagine esce la personalità di un uomo dai saldi principi morali, un vero gentiluomo, capace, pur non avendo viaggiato molto, di essere aperto sui panorami culturali e sociali a livello internazionale, (da cui l’apertura internazionale della prima ASCI), riservato, indubbiamente autocontrollato, caratterizzato da un sottile senso dell’umorismo, ma in grado di provare, vivere dentro di sé emozioni forti e, soprattutto, capace di entusiasmare, indicare strade, correggere bonariamente se necessario, proteso come fu per tutta la sua esistenza a fare del proprio meglio, di qualunque cosa si occupasse.

Il nostro scautismo – sottolinea l’autore – ha conservato delle peculiarità che altri scautismi non hanno e che costituiscono l’eredità attuale, viva del fondatore dell’ASCI. Egli le sintetizza nella fede nello scautismo come metodo educativo che pone il ragazzo al centro del suo processo di crescita; nella fedeltà al pensiero di B.-P.; nella laicità dell’associazione che, pur se cattolica, è guidata da laici; nella signorilità e nello spirito democratico a cui sono, da sempre, improntati i rapporti tra gli associati a tutti i livelli; dal piacere per la cura dei dettagli nel fare le cose; e infine dalla gratuità del servizio scout, cosa non del tutto scontata in diverse associazioni straniere.

Il libro di Mario Sica, che ci restituisce un personaggio che avevamo quasi dimenticato, merita di essere collocato nella biblioteca di un capo, nella consapevolezza che se è necessario conoscere i ferri del mestiere per poter lavorare con i ragazzi, è doveroso nel contempo essere consapevoli delle proprie radici e  trasmettere tale consapevolezza ai più giovani auspicando che tale catena virtuosa non si spezzi.

Qui di seguito potete sfogliarne le prime pagine.

 

 

 

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