Gentile On.le Pinotti

Buonasera Onorevole Pinotti,
mi permetto di scriverle da scout a scout, più fraternamente possibile, in nome di una “fraternità scout”che dovrebbe unire tutti quanti lo sono stati e lo sono.

Vengo quindi subito al dunque, dato che non amo i preamboli, ma solo dopo chiederle fermamente e insistentemente di passare questo messaggio anche al suo collega e Capo, cioè al Presidente Renzi (dato che non conosco altra via per arrivare a Lui direttamente).

Io Vi prego, Vi supplico e Vi scongiuro, in nome della comune Promessa scout:smettete di ostentare ai quattro venti il vostro passato scout, è stato anche notevole, meritevole e degno di passare agli annali della storia, ma ora imbarazza molti.

Io personalmente non oso confidare a nessuno di esser stato scout, certamente non sono alla vostra meritatissima altezza ma sono pur sempre stato attivo per tanti anni. Ora ogni scout è titubante a manifestare la sua identità, si sente inadeguato in confronto alle vostre ciclopiche figure.

Perbacco non posso esser stato scout ed essere così insignificante, voi siete un sole che fa impallidire tante piccole stelline.Quindi ancora Vi imploro di tacere sul vostro passato.

Per il resto forza e avanti così per il bene del paese: comprate pure armi inutili dai nostri fratelli USA, favorite pure gli arraffoni e intrallazzatori continuando con i lavori TAV, favorite pure gli arraffoni e intrallazzatori candidando Roma sede olimpica mentre l’Italia è a pezzi, continuate a inventare tasse inique che colpiscono la povera gente, continuate con l’autoritarismo simil-berlusconiano che non ascolta le giuste richieste, ma abbassa la testa nei confronti del potere finanziario, continuate a disporre dell’italia come fosse vostra.

Buona Caccia

Raimondo Bigatti
Via Lombardo 32
Campomorone (Ge)

Un commento a "Gentile On.le Pinotti"

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    Chiara Panizzi 14 luglio 2015 (9:28)

    Gentile Raimondo Bigatti,

    il tema esposto nella lettera pubblicata è, a mio personale avviso, sostanzialmente mal posto.Il punto cruciale della questione è che la comune appartenenza scout non ci garantisce il fatto di avere le stesse idee politiche, come neanche di fare le stesse scelte personali, di vita.

    Al massimo, in Agesci possiamo dire di avere alcuni valori comuni. Come poi ciascuno riesca a rimanervi fedele nel concreto, giorno per giorno, è difficile da giudicare. Rimanda infatti alla coscienza e alla storia personale di ognuno di noi.

    Detto questo, bisogna tenere conto anche della esistente complessità nel governo di un Paese per cui a volte, nel nome di un necessario equilibrio che serve a non creare situazioni potenzialmente esplosive per la società, chi governa è costretto a prendere decisioni che non condivide totalmente, finanche contrarie ai suoi valori.
    E’ questa l’arte del compromesso politico, inteso nel senso più nobile di “accordo fra posizioni diverse che si devono incontrare per il bene della maggioranza dei cittadini”.

    Con accezione invece negativa, dobbiamo tenere conto che per chi governa, il potere (che è una delle tentazioni più grandi) trascina in strade sbagliate e non sempre il politico possiede la forza etica e morale di accorgersene e di reagire.Verrebbe da pensare che ci sarebbe bisogno di molti amici scout a stare vicino al politico, a non lasciarlo solo e a ricordargli che cosa è Bene e che cosa è Male, anche dandogli quotidianamente una misura di normalità, di vita reale.

    Infine, bisognerebbe ricordare che i politici presenti in route hanno ricevuto tutti un invito personale da parte dell’Agesci. Volendo affrontare l’argomento, bisogna partire da un punto di vista diverso e cioè da quanto io, ciascuno di noi, riesca ad essere coerente con la promessa e con le scelte del Patto nella vita reale, nelle proprie scelte (e non scelte) quotidiane.

    Io, per esempio, ho il conto in una banca nazionale che non so bene come usi i soldi, se abbia capitali investiti nell’industria delle armi, investo a volte in titoli che non so bene cosa finanzino. E’ una scelta etica? No, è una scelta comoda. Ne sono consapevole, ma devo sopravvivere.

    Io compro solo abbigliamento etico, cibo etico, in gruppi d’acquisto solidale, ecc? No. Lo faccio solo a volte: non ce la farei organizzativamente a mandare avanti la famiglia e contemporaneamente i miei impegni scout e poi mi piacciono anche altre cose. Non sono essenziale in tutto, non sempre sorrido e canto nelle difficoltà (a volte sono anzi proprio triste e lo mostro apertamente), non sono amica di tutti e davvero sorella di ogni altra guida e scout, nel senso che non so se aprirei a chiunque di loro la mia casa sempre, comunque e in qualunque momento, ecc, ecc.

    Se per ventura mi fossi trovata a fare politica, non avrei sbandierato il mio passato scout, ma non lo avrei nascosto, quanto poi sarei riuscita a rispecchiare gli ideali scout in una posizione difficile, sinceramente non lo so.Ho l’impressione che spesso siano più i giornalisti a caccia di particolari personali per l’interesse del lettore medio, a sbandierare le appartenenze dei politici (e non solo quelle scout) che non i politici stessi: questo naturalmente parlando in generale, con le dovute eccezioni.Possiamo confrontarci su come e dove spendiamo i nostri soldi, sul tipo di vacanza che facciamo, su quanto mettiamo a disposizione di nostro per gli altri, su quanto siamo capaci davvero di aprire la porta di casa nostra per accogliere l’altro, lo straniero, lo sconosciuto che ha bisogno, di quanta coerenza abbiamo con la nostra appartenenza alla Chiesa.

    A me la questione vera sembra questa.
    Chiara Panizzi (direttrice di Proposta Educativa)

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