Consiglio generale 2017 – il bignami di Proposta Educativa

È di nuovo tempo di Consiglio generale.

Ma l’emozione stavolta è più grande, perché sarà il primo CG convocato dopo la riforma Leonardo, che ha allargato la partecipazione associativa e che porterà quindi al “parlamento” dell’AGESCI un rappresentante per ogni Zona d’Italia.

Per essere preparati, PE vi offre un piccolo bignami dei temi che verranno affrontati al prossimo Consiglio generale: per tutti gli approfondimenti del caso vi rimandiamo ai documenti preparatori oppure ad una chiacchierata con il vostro Consigliere generale di riferimento.

 

La relazione del Comitato nazionale

Il Comitato nazionale (composto dai Presidenti, dall’Assistente generale, dagli incaricati al Coordinamento Metodologico, alla Formazione Capi e all’Organizzazione) presenta e fa una lettura dell’Associazione nell’anno appena trascorso, cogliendone le positività, i punti critici, gli umori, il contesto in cui ci muoviamo. Tra i punti richiamati: la novità delle Strategie nazionali di intervento, punto all’ordine del giorno di questo #CG17, che andranno a sostituire il Progetto nazionale; il cambiamento della progettualità personale (leggi anche l’ultimo numero di PE, dedicato alla precarietà) che pone nuovi quesiti su come l’AGESCI possa dare forza e valore alla scelta di servizio dei capi; il Festival Bambino, Da Lampedusa al Brennero, e gli altri eventi che hanno permesso di contaminarci con chi ci sta intorno, dentro e fuori l’Associazione; fino al Convegno del Centenario, che ci ha ricordato quanto sia importante farci generatori di entusiasmo (en-theos, pienezza di Dio) per un cammino di cristianità che ci pone alcune sfide belle, come l’accoglienza di ragazzi di altre religioni e l’iniziazione alla vita cristiana, per una Chiesa a trazione laicale.

Il Comitato poi presenterà l’esito del mandato sulla mozione 45/2015 e raccomandazione 14.2016. Qui trovate i documenti preparatori. Verrà poi presentato il bilancio di missione, che trovate qui in forma completa.

 

Le chiamate al servizio

In questo #CG17 si svolgeranno le elezioni per alcuni ruoli:

  • Presidente del Comitato nazionale
  • Incaricato nazionale all’Organizzazione
  • Incaricata nazionale alla Branca L/C
  • Un componente della Commissione economica
  • Un componente del Collegio giudicante nazionale
  • Un componente della Commissione uniformi

 

Area Organizzazione: gestione sistema commerciale AGESCI

I temi economici talvolta spaventano per la complessità cui possono portare, ma hanno un’importanza strategica anche perché impattano in maniera forte, seppur indiretta, sull’aspetto educativo.

Da diversi anni è allo studio una revisione dei rapporti tra l’Associazione, la società Fiordaliso e le cooperative territoriali, che renda il tutto più efficace e adatto ai nostri scopi.

La proposta principale è quella di modificare la struttura societaria di Fiordaliso rendendola più consona ai nuovi modelli economici. Questo comporta anche una revisione delle funzioni della Commissione uniformi (vedi punto successivo), che è oggi uno dei due organi di controllo a livello nazionale, assieme alla Commissione economica.

Fiordaliso è quindi chiamata a rivedere i rapporti con le cooperative e ad accelerare l’implementazione di processi di vendita online, con prevedibili risparmi per i soci.

Le cooperative invece sono invitate a rispettare indici di solidità economico-patrimoniale, che possano evidenziare difficoltà cui esse stesse potranno rispondere con le azioni idonee, come ad esempio la fusione con un’altra cooperativa o la presentazione di un piano di rientro.

Infine, il #CG17 sarà chiamato a decidere sull’eventuale creazione di un fondo per ridurre i debiti bancari contratti dalle cooperative per l’acquisto di immobili per finalità associative, con nuove regole per la richiesta di nuovi finanziamenti da parte delle regioni che li richiederanno.

Per procedere spediti, vista la complessità della materia e le interazioni con il sistema commerciale Agesci, la proposta è quella di delegare al Consiglio nazionale le modifiche regolamentari necessarie.

 

Riforma della Commissione uniformi

Analizzando il percorso storico delle funzioni svolte dalla Commissione uniformi, si è notato che alcuni aspetti operativi sono sovrapponibili con quelli in capo a Fiordaliso. Mentre la funzione di controllo rispetto a Fiordaliso, complice la riforma della Revisione Legale in Italia del luglio 2016, deve essere affidata a una società esterna. Pertanto il #CG17 sarà chiamato a decidere sulla soppressione della Commissione uniformi, delegando i compiti gestionali a Fiordaliso e quelli di controllo alla Commissione economica.

 

Strategie nazionali d’intervento

Il Progetto nazionale 2012-2016, dal titolo “Sentinelle di positività” è l’ultimo Progetto nazionale dell’AGESCI. Nel tempo infatti si è verificato che spesso questo documento non costituiva una reale traccia di lavoro per l’Associazione, rimanendo spesso in penombra. Tuttavia, non si può non notare che le sfide dell’ultimo Progetto sono state ben vissute dai diversi livelli, anche se non intenzionalmente, forse perché rappresentavano comunque istanze molto diffuse. Basti pensare al tema del lavoro o a quello dell’accoglienza.

Da quest’anno il Consiglio generale è chiamato ad elaborare e approvare delle Strategie Nazionali d’Intervento (SNI): due-tre ambiti o idee di riferimento che sono indirizzate a tutti i livelli dell’Associazione e non più solo al Comitato nazionale. Le SNI ispireranno la politica associativa verso l’esterno, nonché le scelte e l’azione educativa di tutti i livelli (Gruppo, Zona, Regione, Nazionale).

Qui potete leggere il documento di lavoro per l’elaborazione delle Strategie Nazionali d’Intervento, preparato dal Consiglio nazionale, redatte a partire dai contributi delle Zone e poi delle Regioni, che verranno discusse al CG17.

 

Area Istituzionale

Riforma Leonardo

Come dicevamo all’inizio, questo sarà il primo Consiglio generale dopo l’approvazione della Riforma Leonardo: sarà presente un Consigliere generale per ogni Zona d’Italia, a garanzia di una nuova concezione della partecipazione associative e della maggiore rappresentatività dei territori.

La Riforma Leonardo sarà verificata nel 2020, con uno step intermedio nel 2018, per capire se effettivamente la strada intrapresa ha portato i frutti sperati. Nel frattempo però sarà costante il monitoraggio degli effetti prodotti, come la distribuzione delle Zone, il rapporto con le Regioni, la figura del Consigliere generale e del Responsabile di Zona.

In questo Consiglio generale si voteranno alcune modifiche ai regolamenti che riguardano aspetti tecnici, come ad esempio la possibilità per un consiglio generale di delegare, se eletto in zona, il proprio Responsabile di Zona; l’aumento del numero di scrutatori del Consiglio generale fino a 8, visto il maggior numero di partecipanti; il prevedere nella relazione del Comitato nazionale anche un momento di lettura dello stato dell’Associazione, avendo a riferimento anche il contesto nazionale, sovranazionale ed ecclesiale; le procedure per dichiarare disattivate, al momento della modifica di un determinato aspetto, tutte le norme precedenti in contrasto.

 

Area Metodologica – educativa

Molti di voi ricorderanno che al Consiglio generale 2016 è stato riformulato l’articolo 7 del regolamento metodologico R/S ed è stato inserito un articolo 7 bis, dedicati ai nuovi percorsi di partecipazione degli R/S.  Nella verifica della Route nazionale 2014, fatta contestualmente al Consiglio generale 2015, i rover e le scolte chiedevano infatti luoghi di confronto e partecipazione per gli R/S in Zona o in Regione quali occasione di lettura delle istanze del territorio, ricoprendo una funzione consultiva. Tale richiesta, che ben si sposa con un lungo percorso di riflessione sulla Branca che va avanti da diversi anni, si è concretizzata in una proposta in base alla quale i vari organismi associativi, attraverso gli incaricati alla Branca R/S, possono proporre alle comunità R/S occasioni autentiche di ascolto, confronto ed elaborazione di un pensiero politico condiviso.

A questo Consiglio generale verranno illustrate le linee guida di questi due nuovi articoli, per tradurre in concreto le nuove opportunità offerte ai rover e allo scolte e suggerendo, a titolo di esempio, alcune modalità operative per farlo. Potete leggere le linee guida nei documenti preparatori, a pagina 44.

Rimanendo in quest’area, verrà illustrato l’esito del mandato relativo all’accoglienza delle altre religioni, che approfondisce quanto previsto nel Patto associativo, anche alla luce delle nuove sfide che il presente ci offre.

Verrà proposta l’eliminazione dei distintivi di capo e vice sestiglia, coerente con le modifiche al regolamento metodologico del 2015 che considerano le sestiglie importanti ma non fondamentali, flessibili e dinamiche nel corso dell’anno.

Infine, alcune modifiche in campo di protezione civile: le nuove norme di sicurezze escludono le bretelle ad alta visibilità dagli indumenti conformi, richiedendo – a chi fa servizio in zone con traffico veicolare – l’utilizzo di un gilet, come quello che tutti abbiamo in auto. Si ribadisce infine che, anche in emergenza, il nostro segno distintivo è l’uniforme e che quindi gli indumenti per la visibilità vanno indossati solo in caso di reale necessità.

 

Formazione Capi

Come primo punto, verrà illustrato l’avanzamento del progetto “buone prassi”: un processo per raccogliere e diffondere esperienze positive nelle comunità capi di tutt’Italia che possano essere utili per il proprio servizio. Una commissione è attualmente al lavoro per definire le modalità operative migliori e lanciare al più presto una piattaforma per la pubblicazione di tali prassi.

 

Inoltre vengono proposte alcune riflessioni sulla verifica dei percorsi formativi. A valle della riforma del 2008, che introdusse le due fasi dell’iter di formazione e il CFT, si è infatti notato che gli indicatori individuati per la verifica (ad esempio il tempo di permanenza in comunità capi oppure il tempo impiegato per la nomina a capo) non sono sempre direttamente collegati all’iter di formazione. O meglio, ci sono tantissime altre variabili che intervengono e pertanto gli indicatori possono portare a letture non valide.

Queste riflessioni saranno utili all’Associazione in futuro, considerando anche la riforma approvata nel 2016, che tra le altre cose prevede un anno di tirocinio durante cui non è possibile ricoprire il ruolo di capo unità e che allunga in termini temporali la possibilità di autorizzare l’apertura di un’unità con il solo CFM.

Infine, il Consiglio regionale del Veneto propone alcune modifiche regolamentari relativa all’apertura delle unità e al ruolo di Capogruppo. Con la riforma del Consiglio Generale 2016, infatti, non è più possibile censirsi come capo unità se si è nell’anno di tirocinio ma è possibile autorizzare l’apertura dell’unità senza diarchia. La modifica proposta dà alla Zona il compito di autorizzare questa e altre situazioni straordinarie per un massimo di due anni, con il limite per i gruppi di richiedere tale autorizzazione una sola volta ogni quattro anni. Inoltre, si propone che chi assume il ruolo di capogruppo senza aver terminato l’iter di Formazione capi, debba partecipare al Campo per capigruppo entro i due anni successivi al CFM.

 

Ci vediamo sul prato di Bracciano!

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