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Scelte

Caffè o cappuccino?

Di Francesco Castellone

Alcune delle scelte che facciamo ogni giorno sono semplici e immediate: caffè o cappuccino? Giacca o maglione? Auto o bici? Altre invece ci scuotono in maniera forte, ci spingono a metterci in discussione e a prendere decisioni che poi contribuiscono a definirci sia ai nostri occhi sia in relazione a chi ci circonda (domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere, diceva James Joyce). Spesso il processo non è del tutto lineare: un ostacolo, ad esempio, può giungere dal conflitto tra l’adesione ai valori in cui crediamo e quelli che la società o il contesto di riferimento ci propongono come dominanti in un determinato periodo storico. Alcune scelte possono essere guidate dal tentativo di ridurre il solco tra quello che effettivamente siamo e quello che vorremmo essere, in meglio o in peggio, a seconda della morale che scegliamo di abbracciare più o meno consapevolmente.

Insomma, non è un gioco da ragazzi. O forse sì. L’Associazione infatti, comprendendo il valore fondante della scelta e il suo impatto pedagogico, l’ha resa elemento centrale della propria proposta. È per questo che educhiamo alla Partenza – la scelta per eccellenza – anche L/C ed E/G, nonostante sia ancora (solo temporalmente) lontana dalla loro esperienza. È per questo che la vita di unità diventa spesso una palestra dove scegliere una specialità, ad esempio, vuol dire imparare a progettarsi e definire se stessi attraverso decisioni che, a guardarle con i nostri occhi talvolta disincantati, possono sembrare piccole ma che invece si rivelano cruciali per i nostri ragazzi. In un tempo in cui, complici le nuove reti, le possibilità sono esplose, prendere una sola delle strade possibili non è più un obbligo ma solo un’opzione, che può lasciar spazio al rischio di portarsi dietro una mancata definizione, rimandandola sine die a un tempo che arriverà, prima o poi. E a noi sta il compito di saper guidare i ragazzi su questo magma, a patto di averlo imparato a fare noi per primi.

È ovvio che in una comunità capi possano convivere diversi approcci in relazione a questo tema, anche perché viviamo anni intensi e velocissimi e le differenze tra le generazioni si acuiscono con grandi salti. Basti pensare che i Millennials, ovvero i nati negli anni ’80, si sono visti sottrarre tutta una serie di riti sociali (e scelte) che i loro antecedenti hanno invece vissuto: solo per citarne alcune, la leva obbligatoria per i diciottenni e la possibilità di essere obiettori, il trovare un lavoro “per tutta la vita”, quindi la costruzione di una famiglia come atto naturale e non, com’è spesso considerata oggi, di estremo coraggio. Ma anche solo lo scegliere a chi dedicare quel gettone telefonico o, facendo un salto di qualche anno, i 10 centesimi di un sms.

Insomma, è stato molto bello ma anche impegnativo mettere su questo numero. Abbiamo cercato di raccontarle queste scelte, di vedere cosa c’è dietro e anche a cosa portano. Troverete alcuni racconti di esperienze puntuali, come ad esempio il voler restare nella propria terra nonostante tutto, mentre altri articoli sono dedicati alle nostre scelte di capi, alla congruenza coi valori in cui crediamo, alla sovranità della comunità capi, al Patto Associativo che diventa opportunità per scegliere, ogni giorno, tutti i giorni.

Un esercizio, per chiudere queste righe: pensate alla scelta che avete ora davanti, grande o piccola, sofferta o felice, tormentata o spensierata che sia. E raccontatecela, con un tweet, un messaggio, una mail. Ne potrebbe venire fuori un bel quadro di cosa siamo o vogliamo essere, come uomini e donne, come scout, come AGESCI.

@frabigcastle

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Ogni sera si ritrovavano lì, prima di andare in tenda, a chiedersi se fosse stata la scelta giusta. Andiamo sulle Alpi, avevano detto i ragazzi, va bene, a patto che pensiamo a una route che sia adatta a tutti, anche ad Alessio...
A noi educatori il delicato compito di fornire la bussola, di aiutare i ragazzi a districarsi concentrandosi non tanto su cosa al momento appare più conveniente, o più facile, ma sull’individuazione dei propri talenti e soprattutto della propria vocazione.
Forse bisogna spostare la faccenda dell’andare/restare dal piano materiale a quello spirituale. Meglio, da una riflessione molto concentrata sul luogo, sul territorio, sulle radici ad una più focalizzata sulla persona, sul diritto alla felicità, sul dovere di giocare questo gioco con grande serietà.
per rispondere in modo saggio a una società che ci ha insegnato a definirci attraverso le scelte di consumo   Parlavo con un amico della delusione di aver visto un bel matrimonio di comuni amici sfaldarsi senza nessun particolare motivo dopo qualche anno (e due figli). Ne parlavamo una sera d’estate, senza troppe pretese e lui, che non è uno ...

#CG16 – Le 4 svolte dell’AGESCI

Ruolo più centrale delle Zone nella vita dell’Associazione; un iter di formazione più attento alla personalizzazione dei percorsi formativi; settori che rispondono meglio alle esigenze dei ragazzi e dei capi; infine ulteriori possibilità ai rover e alle scolte di confronto e contribuzione.

Sono queste le quattro decisioni principali, le quattro svolte, assunte dai 202 Consiglieri generali dell’AGESCI, riuniti nel tendone di Bracciano dal 23 al 25 aprile, guidati dalla Capo Guida, Rosanna Birollo, dal Capo Scout, Ferri Cormio, anche se a distanza, e dall’AE Generale, Padre Davide Brasca.

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Proposta Educativa

Proposta Educativa è la rivista per educatori scout AGESCI.

Esce quattro volte l’anno e tratta i temi che interessano i soci adulti dell’associazione, uomini e donne impegnati per la costruzione di un mondo migliore soprattutto attraverso l’educazione delle nuove generazioni.

Qui trovate gran parte degli articoli più significativi pubblicati. Per la lettura completa scaricate i PDF dei numeri della rivista.

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